Spacciavano nel loro appartamento, due condannati: uno è disabile, trovata droga anche nella sedie a rotelle
La coppia, composta da un 29enne e una 22enne, coltivava piante di marijuana e usava l’abitazione a Udine per confezionare e smerciare ecstasy, hashish e marijuana

In seguito a una “soffiata” i carabinieri della Compagnia di Udine erano arrivati in quella casa di via Superiore imbattendosi in marijuana, hashish ed ecstasy. I militari dell’Arma furono “attirati” fino al civico giusto dal forte odore prodotto dalle infiorescenze di marijuana. Dalla successiva perquisizione la sostanza era spuntata dalla camera da letto, dai barattoli della cucina e addirittura dalla sedia a rotelle di uno dei due occupanti quell’appartamento.
Per tale ragione erano finiti a processo Gabriele Vittorio Iurilli, 29 anni, e Giulia Modugno, 22 anni, per le ipotesi di reato di detenzione a fini di spaccio di droga.
Nei giorni scorsi il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Udine, Carlotta Silva, al termine del rito abbreviato, ha condannato Iurilli a 2 anni di reclusione senza sospensione condizionale, Modugno a 1 anno di carcere con la condizionale.
La scoperta della sostanza stupefacente risale all’aprile dello scorso anno. La segnalazione giunta ai carabinieri faceva riferimento a un appartamento all’interno del quale si confezionava e smerciava ecstasy. Come accennato, dalla perquisizione eseguita vennero rinvenuti anche altri tipi di sostanze, compresi 400 grammi di marijuana contenuti in un involucro e appoggiati sulla carrozzina dell’uomo, affetto da paraplegia.
In tutto, in casa furono trovati oltre due chilogrammi di marijuana, alcuni grammi di hashish ed ecstasy, oltre a un bilancino e a uno strumento per confezionare sottovuoto lo stupefacente.
I difensori della coppia, gli avvocati Nicoletta Menosso e Pieraurelio Cicuttini, hanno già annunciato di voler presentare appello. «Il mio assistito – ha detto Menosso – utilizzava marijuana per la sua malattia e all’epoca dei fatti era privo di copertura terapeutica. Sono convinta che quanto sequestrato gli servisse dal punto di vista medico», ha chiuso.
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