Sportelli assediati dai genitori Il calvario di una mamma inglese
Folla di genitori in coda al centro per le vaccinazioni di Gorizia. Il numero di auto che accerchiano in questi giorni la palazzina B del vecchio ospedale di via Vittorio Veneto la dice lunga sulla...

Una dottoressa con una fiala di vaccino prima di iniettarla al piccolo paziente nel Centro Vaccinale di Via Statuto a Milano, 5 Settembre 2017. ANSA/ DANIEL DAL ZENNARO
Folla di genitori in coda al centro per le vaccinazioni di Gorizia. Il numero di auto che accerchiano in questi giorni la palazzina B del vecchio ospedale di via Vittorio Veneto la dice lunga sulla corsa alla certificazione dei vaccini che sta vedendo protagonisti anche i genitori goriziani. Nelle ultime giornate di sportello, gli operatori del centro hanno accontentato le richieste di circa quattrocento famiglie, per una media di un centinaio al giorno.
E l'afflusso non sembra destinato a calare, visto che complessivamente il numero di bambini e ragazzi iscritti ai nidi e alle scuole dell'infanzia, primarie, secondarie di primo grado e al biennio delle superiori nei comuni del distretto sanitario Alto Isontino sfiora quota 10 mila. In molti ricorreranno all'autodichiarazione, senza quindi appesantire il lavoro del centro vaccinale di via Vittorio Veneto, ma sono molti di più quelli che, anche per una sensazione di maggior sicurezza, preferiscono affidarsi al personale dell'azienda sanitaria.
«Si stanno presentando da noi i genitori di tanti bambini che hanno già effettuato tutti i vaccini obbligatori» osserva l'assistente sanitaria Roberta Greci, che opera all'interno del centro vaccinale di Gorizia, «e che quindi potrebbero esaurire i propri oneri semplicemente compilando il modulo per l'autodichiarazione, invece di affollare la sala d'attesa. Evidentemente qualcosa non ha funzionato nella comunicazione con scuole e genitori, in molti non sono a conoscenza di ciò che devono fare».
Ma tanti sono anche i bambini che, a una manciata di giorni dall'inizio della scuola, non sono stati sottoposti ad alcuna vaccinazione. «Casi di questo tipo sono molto frequenti» spiega Greci, «forse più di quanto si possa pensare». Va ricordato che, ad eccezione dei nidi e delle scuole dell'infanzia, per essere ammessi in classe ed evitare una sanzione da 100 a 500 euro è sufficiente presentare un documento che certifichi l'avvenuta prenotazione della dose.
Autodichiarazioni, certificati e cedolini di prenotazione devono essere consegnati alle segreterie degli istituti entro lunedì prossimo per i bambini che frequenteranno nidi e scuole dell'infanzia, ed entro il 31 ottobre per gli altri. In entrambi i casi, le famiglie che avranno prodotto solamente l'autodichiarazione dovranno integrarla entro il 10 marzo del prossimo anno con un certificato che attesti l'avvenuta vaccinazione.
In fila in via Vittorio Veneto anche Jasmin, la mamma di una famiglia inglese che due anni fa si è trasferita da Manchester a Cormòns, e che ora si trova a dover fare i conti con una traduzione decisamente singolare. «I miei bambini sono in regola con tutti i vaccini obbligatori» racconta, «ma i codici delle iniezioni non corrispondono a quelli utilizzati in Italia. Stiamo cercando di capire se dovesse mancare qualcosa».
In regola con tutti i vaccini anche la bimba di Simona, che però storce il naso quando si parla di quello contro la varicella. «L'elenco delle iniezioni obbligatorie è già lungo ma va bene così» il suo pensiero, «forse non era necessario inserire anche quello per malattie che non sono mortali». Il certificato va richiesto anche in caso di smarrimento del libretto sanitario. È il caso di Vincenzo, giovane studente in medicina, anche lui in coda insieme ai genitori. «Sto aspettando di ritirare una copia del libretto della mia sorella più piccola» racconta, «probabilmente è andato perso dopo l'ultima vaccinazione, ma servirà sicuramente anche per le prossime».
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