Sportello sociale e telefonate per proteggere gli anziani

I rappresentanti dei pensionati prospettano un autunno con molte incognite per la categoria e chiedono un sostegno straordinario

Gli anziani ospiti delle case di riposo e delle Rsa devono continuare a essere protetti in modo straordinario dal Covid-19. Lo dicono i sindacati provinciali dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil in vista di un autunno che riserva molte incognite, chiedendo quindi ai Comuni dell’Isontino di attuare una serie di azioni mirate. Alle amministrazioni locali le organizzazioni dei pensionati domandano così di sollecitare la Regione e l’Azienda sanitaria per il potenziamento del personale sanitario e sociale, «assicurandosi delle loro condizioni di lavoro e di quella dei fruitori dei servizi», ma anche di acquisire i dati sullo stato di salute della popolazione e definire quindi i bisogni di assistenza e prevenzione.

«Sappiamo che la Regione ha diffuso delle indicazioni operative – affermano i segretari di Cgil Giuseppe Torraco, Cisl Pierangelo Motta e Uil Sergio Benvenuto –, ma, insieme a esse, è sicuramente indispensabile: che insieme Comuni e Distretti sanitari definiscano, partendo dalla esatta fotografia di quello che è successo fino a oggi, un programma di osservazione e di attenzione alle condizioni degli anziani, sia quelli a casa sia quelli ospitati nelle strutture. Ciò anche attraverso la formula dei contatti telefonici frequenti e garantendo assistenza diretta quando è necessario».

I sindacati dei pensionati sollecitano poi a ipotizzare un supporto alle famiglie con fragilità, avvalendosi di uno sportello sociale quale presidio fondamentale, soprattutto telefonico, per l’attivazione di servizi a domicilio, anche ricorrendo al volontariato. Si chiedono ai Comuni anche interventi verso le persone in difficoltà e le situazioni di particolare emergenza e complessità.

«Questo richiama il ruolo dell’assistenza domiciliare e del suo potenziamento – affermano Torraco, Motta e Benvenuto –, ma anche l’iniziativa che di solito viene introdotta in estate, quando la città si svuota e sono frequenti le ondate di calore. In situazione di emergenza è però sicuramente valida una rete con farmacie, esercenti e volontari. Vanno anche recuperate e coordinate le richieste di informazioni e rassicurazioni in uno stretto raccordo tra servizi sociali e sanitari».

Si tratta di interventi che richiederebbero un adeguamento dei bilanci degli enti locali, ai quali viene quindi chiesta una fotografia della spesa preventivata per disabilità, soggetti a rischio di esclusione sociale, per le famiglie, per il diritto alla casa, associazionismo, anziani.

«Auspicando che ci siano sufficienti fondi a sostegno delle politiche di welfare da parte dei Comuni e il trasferimento di ulteriori risorse da parte della Regione ai propri Comuni», concludono i sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil. –



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