Sposati dal 1952, muoiono a poche ore di distanza

Dopo avere assistito fino all’ultimo il marito Stipe, con cui viveva a Sebenico, Ana Papak non ha retto al dolore: «Ora è meglio che me ne vada anch’io»
Di Andrea Marsanich

SEBENICO. Si erano giurati eterno amore quando si sposarono in quell’ormai lontanissimo 1952, promettendo l'uno all'altro che solo la morte li avrebbe separati. Stipe e Ana Papak, all’età rispettivamente di 88 e 90 anni, hanno tenuto fede a quella promessa e dopo 64 anni di unione serena e forte se ne sono andati nello stesso giorno, a sole tre ore di distanza.

La toccante storia dei Papak, una pagina d'amore e di unione incrollabile, ha avuto per cornice il villaggio di Mravnica, nel comune di Sebenico, in Dalmazia. Non si sa con precisione quando Stipe e Ana si videro per la prima volta, ma è certo che i loro nomi appaiono nel registro matrimoniale di Sebenico all’annata 1952. Al loro sì seguirono oltre sei decenni di vita in comune, sempre assieme, separati in tutto questo lungo periodo per non più di una quindicina di giorni in tutto, e solo per qualche spostamento di lavoro, per qualche visita ai parenti o poco altro.

E ora, anche l’atto di morte dei coniugi Papak ha una data in comune. «Proprio nel pieno rispetto di quanto hanno sempre sostenuto - commenta il figlio Vinko - e cioè che sarebbero morti assieme».

Pochi giorni fa il marito 88enne, dopo essere stato dimesso dall'ospedale sebenzano in cui era stato ricoverato per essersi buscato una polmonite, è morto serenamente nella propria casa, assistito dalla moglie. Dopo avere visto che il cuore del suo Stipe aveva cessato di battere, l'anziana donna si è messa a piangere, si è alzata dalla sedia e rivolgendosi ai figli ha detto: «Adesso è meglio che muoia anch'io». È andata nella loro stanza da letto e dopo tre ore è deceduta, evidentemente non riuscendo a sopportare il dolore per la scomparsa del marito.

Fino all'ultimo, la donna era rimasta al fianco del suo compagno di vita: il giorno in cui Stipe era uscito dall'ospedale Ana gli aveva preparato il pranzo, lavando anche le stoviglie. Hanno lasciato tre figli - oltre a Vinko, Josipa e Zivko - sei nipoti e tre pronipoti, così come diversi fratelli e sorelle, cognati e cognate, generi e nuore: una grande famiglia, molto unita grazie soprattutto ai due Papak.

All'epoca in cui si sposarono Stipe era lavoratore portuale, lei casalinga. Mai - raccontano i familiari - una baruffa degna di questo nome, sempre pieni di comprensione verso il consorte, anche nei momenti più difficili. Dopo il pensionamento Stipe aveva deciso di fare il pastore, procurandosi un paio di pecore e capre, animali che gli permettevano - assieme all'aiuto che gli dava la sua Ana - di sbarcare il lunario. Era inoltre molto abile nel risistemare ossa e articolazioni varie, cosa appresa quand'era ancora bambino: con la sua bravura e l'esperienza riusciva a rimettere in forma le persone che fino a quel momento erano sofferenti o menomate. Un'attività che Stipe ha potuto praticare fino a 75 anni, fino a quando ha avuto forza nelle mani. Ana non è stata da meno: amorevole madre e nonna,ma sempre con un occhio di riguardo nei confronti dell' uomo che adorava, ricambiata.

I due coniugi sono stati sepolti al cimitero di San Pietro a Mravnica, l’uno accanto all'altro, insieme nella vita e nella morte.

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