«Sprecate risorse e occasioni nella guerra Gorizia-Monfalcone»

Il sindaco Ziberna definisce «uno scivolone» l’uscita di Asquini «Basta con queste politiche di retroguardia che hanno causato danni» 
Bumbaca Gorizia 03.05.2019 Festeggiamenti Carta di Gorizia © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 03.05.2019 Festeggiamenti Carta di Gorizia © Fotografia di Pierluigi Bumbaca

la replica



«Voglio leggere la proposta dell’assessore Asquini come uno scivolone frutto di evidente non conoscenza della storia, della politica, alla quale Gorizia non risponderà, sentendo forte la necessità di continuare ad essere maturo e responsabile “elemento di crescita” di tutta la provincia».

Il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna ha letto «con meraviglia» la provocazione dell’assessore monfalconese di spostare la Questura a Monfalcone. «Ciascuno – dice – esercita il proprio mandato come preferisce. Ma mi permetto di suggerirgli di condividere queste posizioni con il proprio sindaco Cisint, la quale senza dubbio gli ricorderà che è segno di grande debolezza cercare sempre nemici esterni. La storia, per chi la legge, è sempre importante maestra di vita. Gorizia e Monfalcone, per decenni, si sono combattute sprecando tempo e risorse. Se avessero collaborato la provincia avrebbe ottenuto senza dubbio di più, ma prevalsero infantilismo e miopia politica. L’appartenenza alla medesima area politica consente oggi a Gorizia e Monfalcone di abbandonare queste politiche di retroguardia che hanno provocato così rilevanti danni».

Ziberna ricorda come Gorizia, da tempo ormai, ha deciso di collaborare, anziché proseguire le guerre con Monfalcone. «Lo si è visto quando siamo stati vicini a Monfalcone in tema di sanità, con una visione non cittadina ma provinciale della salute pubblica. Gorizia è accanto a Monfalcone nel ruolo di retroporto così come nelle recenti dinamiche che hanno coinvolto Irisacqua. Se prevalessero i ragionamenti di Asquini, Gorizia dovrebbe rivendicare un ruolo assai diverso in ambito regionale, considerato che abbiamo pagato per esigenze nazionali e regionali il venir meno di 5 mila militari, il venir meno di un ruolo emporiale, un allargamento dei confini europei che ha spiazzato un’economia di confine. Lo Stato è scomparso da Gorizia (la Safog è un lontano ricordo) e ha investito a Monfalcone. Guai, a mio avviso, se Gorizia si fosse opposta cercando compensazioni perché così facendo si sarebbe dimostrata cieca. Credo che i sindaci debbano avere la capacità di guardare anche al territorio non di propria competenza».

Chiude Ziberna: «Questa Giunta regionale, sino ad oggi, ha dimostrato di coltivare gli interessi del territorio e non le velleità di qualche amministratore. E voglio essere certo che continuerà così». –



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