StarTech, la protesta di oltre 150 lavoratori in piazza Unità a Trieste
Facce scure e bandiere colorate sotto la Prefettura per chiedere chiarezza sul futuro dell’azienda

Sono oltre 150 i lavoratori di StarTech che si sono raccolti venerdì in un presidio di due ore davanti alla Prefettura di Trieste per chiedere risposte e chiarezza sul futuro. Sono lì insieme alle bandiere dei sindacati impegnati nella vertenza, Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Ugl.
Il prefetto di Trieste e commissario del governo per il Friuli Venezia Giulia, Giuseppe Petronzi, riceve i segretari territoriali delle sigle e una delegazione della Rsu, e assicura che porterà le loro istanze all’attenzione dell’esecutivo nazionale.
In piazza arriva anche l’assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, assieme alla vicesindaca di Trieste, Serena Tonel.
La crisi
Alcuni dei 320 dipendenti sono accompagnati dai figli o da mogli o mariti, vittime collaterale dell’incertezza che è piombata a fine aprile, quando gli stipendi sono slittati di due settimane perché i soldi per pagarli non c’erano. «Una temporanea crisi di liquidità», l’ha chiamata il ceo e fondatore di StarTech, Novica Mrdovic Vianello.
Ma solo allora è emerso che i soggetti presentati come principali investitori nell’operazione di rilancio non sono mai entrati a far parte della compagine societaria e non sono più coinvolti. Il tavolo di crisi al ministero si è subito riaperto, il prossimo appuntamento è fissato per il 9 giugno.
I lavoratori
Gli stipendi di maggio in effetti sono arrivati regolarmente e maggiorati del 5%. Ma mercoledì scorso la paura che i soldi non arrivassero era tanta: «Ci ha nascosto per mesi che non c’erano i finanziatori...», si domanda Alessandro Sladich, un impiegato della storica azienda triestina di componentistica elettronica. «Ormai siamo abituati, è dal 2015 che andiamo avanti così. Con la precedente proprietà i soldi c’erano ma mancava un piano industriale, ora è il contrario...», aggiunge. Ha una figlia all’università e il suo stipendio deve bastare per tutta la famiglia.
Più positiva Valentina Sasso, un’altra impiegata di StarTech, conscia del fatto che il progetto del ceo include produzioni per il mercato dei data center, sicuramente fiorente con il boom dell’AI: «Abbiamo fiducia nel nostro ceo, la speranza è che al prossimo tavolo porti nomi concreti. I lavori nello stabilimento vanno avanti e sappiamo che il prodotto che faremo è molto interessante. Ma serve qualcuno che investa ora».
Marco Nordio, un altro impiegato, concorda su quanto detto dalla collega, anche se specifica: «Vorremmo avere risposte: il Golden Power è stata applicato? Come mai invece Flex se n’è andata senza problemi?», chiede.
Secondo Mrdovic Vianelo infatti sono state le restrizioni imposte dal Golden Power, potere straordinario del governo di tutelare da ingerenze straniere produzioni strategiche, a far allontanare un possibile socio israeliano, NewPhotonics circostanza smentita dal suo ceo. Intanto lo stabilimento per i sindacati, è «una scatola vuota» e appare difficile che le nuove produzioni partano a ottobre, come da piano.
La politica
Rosolen garantisce l’impegno della Regione e si dice convinta che esistano concrete vie d’uscita dalla situazione ma «sono necessari non solo la conferma del piano – che procede secondo gli impegni – ma anche nuovi investitori, ed è esattamente ciò che ci aspettiamo per il 9 giugno».
La segretaria del Pd regionale Caterina Conti invoca una «soluzione duratura» alla crisi, e i gruppi locali di Azione, Ora e dei Libdem auspicano che «lavoro e industria» tornino centrali.
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