Crisi StarTech, il tavolo a Roma slitta al 9 giugno. Venerdì il presidio a Trieste
L’ok allo slittamento del tavolo di crisi è arrivato dopo la conferma del regolare pagamento degli stipendi di maggio ai 320 dipendenti

Come previsto, alla fine l’ok allo slittamento del tavolo di crisi su StarTech al ministero delle Imprese e del made in Italy (Mimit) è arrivato dopo la conferma del regolare pagamento degli stipendi di maggio ai 320 dipendenti.
Venerdì 29 maggio ci sarà invece il presidio dei lavoratori davanti alla Prefettura di Trieste in piazza Unità: i dipendenti vogliono presentare le loro istanze al commissario del governo per il Friuli Venezia Giulia, Giuseppe Petronzi. Chiederanno chiarezza sul futuro e risposte dall’esecutivo.
Il tavolo
L’incontro si terrà martedì 9 giugno alle 17 a Roma invece che il 3 giugno come inizialmente previsto. La richiesta di rinvio era stata inviata alle istituzioni dal ceo di StarTech Novica Mrdovic Vianello, in quanto, ha detto, mercoledì sarà a New York, in quanto convocato a incontri con fondi d’investimento americani «interessati a partecipare all’aumento di capitale» previsto dal piano di rilancio del ceo. Occhi e speranze puntati dunque sulla partenza per gli Stati Uniti del team al vertice dell’azienda, che avverrà lunedì.
Il tavolo di crisi, come noto, si è riaperto al dicastero guidato da Adolfo Urso proprio quando le paghe di aprile dei 320 lavoratori sono slittate di due settimane, un fulmine a ciel sereno che ha lasciato in ansia e in difficoltà le famiglie, tra 14 giorni di impegni e promesse non mantenute. Solo allora, infatti è emersa la notizia più allarmante: i due soggetti annunciati come principali finanziatori dell’ambizioso piano di rilancio industriale del sito produttivo non sono mai entrati nell’assetto societario e sono anzi usciti dal progetto.
All’appuntamento del 9 giugno, la Regione, con gli assessori al Lavoro Alessia Rosolen e alle Attività produttive Sergio Emidio Bini, hanno messo in chiaro che si aspettano di vedere nomi concreti.
L’ok allo slittamento del tavolo è arrivato, con ogni probabilità, considerando positivamente l’avvenuto pagamento degli stipendi di maggio maggiorati del 5%, come da impegni presi al precedente incontro.
Il presidio
Tutti auspicano che questi incontri possano portare soluzioni ai problemi di liquidità dell’azienda, ma i lavoratori scenderanno in piazza con un presidio davanti alla Prefettura di Trieste in piazza Unità, in occasione del quale è stato indetto anche uno sciopero di quattro ore.
Tante sono infatti le domande aperte su quanto successo finora e sulla direzione in cui andrà lo storico stabilimento di componentistica elettronica di strada al Monte d’Oro. C’è ad esempio la questione del golden power: questo il motivo perché uno dei due investitori - una società israeliana, NewPhotonics - si è allontanato, secondo quanto asserito dal ceo, versione però smentita in un’intervista al Piccolo dell’ad di NewPhotonics.
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