Lavoratori StarTech in assemblea: «Situazione critica, vogliamo risposte»

In mattinata l’aggiornamento dei sindacati dopo il tavolo ministeriale: «Non c’è nessuna notizia limpida. Il progetto è valido ma come si realizza senza investitori?»

Valeria Pace
I lavoratori della StarTech (Silvano)
I lavoratori della StarTech (Silvano)

Convocare un’assemblea urgente per stamattina, 20 maggio, aperta a tutti i 320 lavoratori di StarTech, per comunicare quanto ascoltato in collegamento al tavolo di crisi al ministero delle Imprese e del made in Italy (Mimit) e stabilire assieme i prossimi passi da compiere nella vertenza, da qui fino al 3 giugno, data in cui il tavolo di crisi ministeriale si aggiornerà. Questo è quanto hanno deliberato nell’incontro di martedì i segretari territoriali delle quattro sigle coinvolte (Uilm, Fim Cisl, Fiom Cgil e Ugl) e la Rsu.

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«Doverosa la convocazione dell’assemblea per relazionare i lavoratori», afferma Antonio Rodà, segretario territoriale dell’Uilm. «Insieme ai lavoratori e alle lavoratrici decideremo in assemblea come arrivare al 3 giugno con risposte chiare per il futuro del sito» perché «l’ultimo tavolo istituzionale non ha portato le certezze che pretendevamo», aggiunge Chiara Lucchetto, sua omologa della Fiom Cgil.

Il clima

Le domande e le telefonate dei colleghi arrivano in continuazione ai rappresentanti sindacali dei lavoratori. A loro vengono chiesti lumi non solo su quanto emerso al tavolo - materia sostanzialmente dettagliata in una nota sindacale unitaria - ma soprattutto su un’intervista apparsa sul Piccolo di martedì al ceo dell’azienda israeliana di microchip fotonici NewPhotonics (azienda presentata originariamente come uno dei principali investitori di StarTech), Yaniv Ben-Haim.

Se una settimana fa il pagamento degli stipendi - quelli di aprile sono slittati di due settimane - aveva ridato un po’ di fiducia ai lavoratori, ora gli interrogativi si moltiplicano.

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Gli interrogativi

Tutti hanno letto le frasi in cui Ben-Haim afferma che l’accordo per rilevare quote di StarTech era già sfumato mesi prima del passaggio di proprietà del sito produttivo dal fondo tedesco FairCap alla newco StarTech e quelle in cui smentisce che sia stata l’applicazione del Golden Power da parte della presidenza del Consiglio dei ministri a farli dissuadere dal diventare soci.

Sono frasi che smentiscono due punti ribaditi più volte dal ceo di StarTech - e socio unico della società - Novica Mrdovic Vianello.

Ma allora - è l’interrogativo che si pongono in molti - come si giustifica la sua presenza ai tavoli ministeriali? Ci sono poi le frasi di apprezzamento del lavoro di Mrdovic Vianello e quelle che rimarcano l’interesse di NewPhotonics a collaborare e rimanere clienti e fornitori non appena tutto si sarà sistemato, affermazioni che a loro volta lasciano molti perplessi: sembrano contraddittorie.

La Rsu

Risposte però la Rsu non ha per i colleghi. Andrea Petelin Rsu Fim Cisl afferma: «Ci sono cadute le braccia. A questo punto a chi dobbiamo credere?». E Marcello Villia, Rsu Fiom Cgil, sottolinea: «Non abbiamo nessuna informazione limpida, ci aspettiamo delle risposte da azienda e istituzioni al prossimo tavolo». Taglia corto Dino Vardabasso, Rsu Uilm: «La situazione è critica». E pure Massimiliano Balzano, Rsu Ugl gli fa eco: «Sono preoccupato perché il progetto dal punto di vista industriale è valido ma non so come riusciremo a realizzarlo senza gli investitori». Tra i principali investitori nel progetto originario, infatti, oltre a NewPhotonics doveva esserci il fondo di diritto lussemburghese Mountain X.

Gli stipendi

Prossimo banco di prova saranno gli stipendi di maggio: ci saranno i soldi per pagarli o no? Ottimismo tra i sindacati c’è, in quanto la Regione al tavolo ha ricordato il suo impegno a liquidare i contributi regionali per la solidarietà.

La vera domanda è dunque: che cosa succederà nei mesi a venire? Davvero il ceo riuscirà a incassare nuovi investimenti ?

Il prossimo tavolo

La speranza è che al prossimo tavolo di crisi arriveranno nomi concreti di nuovi investitori e soci. Diversi sindacalisti ripetono le parole pronunciate lunedì dal ministero delle Imprese e del made in Italy («Non siamo il ministero dei Sogni ma quello delle Imprese») a fronte delle promesse di presentare lettere di intenti siglate da fondi interessati, ricordando che questi documenti non hanno alcun valore giuridico.

Ma ci si aspetta anche chiarezza sul nodo del Golden Power e del vaglio del progetto industriale. La Regione, ricorda qualcuno, ha chiesto per allora la presenza dell’advisor che l’ha accompagnato.

 

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