«Su Costa Azzurra Regione corretta»

L’assessore Callari: «Non c’è contrapposizione con il Comune ma abbiamo solo risposto a un chiarimento»
An.bo.

GRADO

Botta e risposta sulla questione della spiaggia della Costa Azzurra.

L’assessore regionale al Demanio Callari afferma innanzitutto «che la Regione non ha avviato alcuna controversia, ma ha solo risposto a una richiesta di chiarimento posta dallo Stato» bacchettando contemporaneamente il sindaco Dario Raugna affermando che «bisogna ricostruire i fatti, non inventarli».

L’assessore regionale spiega, infatti, che la controversia è stata avviata dal Demanio e contro il Comune di Grado che ha rivendicato la proprietà della medesima area.

«Con sentenza di primo grado – dice Callari - il Tribunale ha rigettato il ricorso presentato dallo Stato, asserendo che il medesimo sedime era di proprietà della Regione. Pertanto lo Stato ha impugnato il pronunciamento del giudice e ha richiesto alla Regione di intervenire nel procedimento al fine di definire, effettivamente, il quadro legislativo vigente».

In conclusione l'assessore regionale al demanio afferma ancora che «è falso parlare di intento persecutorio della Regione, la quale non solo può ma deve concorrere, insieme alla magistratura e all'Agenzia del demanio, oltre che al Comune, a definire quale sia l'effettiva legge da doversi applicare».

In tema c’è da registrare anche l’intervento del capogruppo Pd in regione, Diego Moretti. Accusa la la giunta regionale di «continuare con i dispetti e il boicottaggio contro l’amministrazione comunale di Grado e, di conseguenza, i cittadini gradesi. Il tutto per una squallida contrapposizione politica francamente incomprensibile».

Moretti fa pertanto un riepilogo di alcuni fatti accaduti negli ultimi tempi a incominciare dalle terme marine: «Le minacce dell’assessore regionale Bini di togliere il finanziamento di 24 milioni di euro destinato alle nuove terme marine, se il Comune di Grado non si dovesse adeguare ai diktat regionali sul diritto di superficie e a una bozza di accordo di programma capestro per la città».

Rincara la dose sul centro vaccinale: «Nonostante le promesse fatte al sindaco Raugna dall’assessore Riccardi, di attivare un centro a Grado, e la disponibilità della Git a dare lo spazio esistente all’interno del locale sabbiature, nulla si sta muovendo».

Ecco poi l’aspetto delle concessioni per gli stabilimenti balneari legato alla durata delle concessioni tra l’assessore Callari e il sindaco Raugna «che ha costretto la Git a non firmare la convenzione con il Comune per la proroga delle concessioni fino al 2033 (proroga che invece la Regione ha fatto per altre concessioni in Fvg). E ancora sui dragaggi con la precisazione «che la Regione è in ritardo di due anni sui dragaggi a Grado e in laguna, visto che gli ultimi dragaggi sono quelli fatti dall’assessore Santoro e dall’amministrazione precedente».

E per finire ora la questione della spiaggia della Costa Azzurra.

«Quattro esempi di un atteggiamento insopportabile, che tratta le amministrazioni comunali da vassalli e servi e non da istituzioni di pari ordinamento, come invece la Costituzione prevede. Un tipico atteggiamento da Marchese Del Grillo “io so’ io e voi non siete un …..”, alla quale oramai la Giunta Fedriga ci sta abituando. O sei suo amico, o non meriti nulla. Ma a pagare questo atteggiamento sono i cittadini gradesi, che non hanno colpa se l’amministrazione vuole difendere i propri interessi e non certo gli interessi di una parte. Un atteggiamento che trova il silenzio scandaloso, complice e incomprensibile del centrodestra gradese e dei loro candidati, ufficiali o ribelli, Kovatsch e Marin». —





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