Subito al petto del figlio Manuel la medaglia d’oro di Braj

Il piccolo Manuel ha subito voluto appuntarsi al petto la medaglia d’oro al valore che ieri mattina il colonnello Claudio D’Angelo ha consegnato alla madre Federica Giaccari per ricordare il papà...
Bumbaca Gorizia 19.07.2015 Centenario battaglia Podgora Carabinieri Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 19.07.2015 Centenario battaglia Podgora Carabinieri Fotografia di Pierluigi Bumbaca

Il piccolo Manuel ha subito voluto appuntarsi al petto la medaglia d’oro al valore che ieri mattina il colonnello Claudio D’Angelo ha consegnato alla madre Federica Giaccari per ricordare il papà caduto in Afghanistan il 25 giugno 2012. La mostra con orgoglio, mettendosi sull’attenti. Aveva solo otto mesi quando l’appuntato scelto del 13° Reggimento Fvg Manuele Braj rimase ucciso in un attentato contro la base di Adraskan e ora, che ha tre anni, a tenerne viva la memoria è il ritratto inciso nel ciondolo a forma di cuore che la mamma porta al collo.

«Mio figlio è dalla nascita che partecipa. Lui si sente orgoglioso. Sa quello che accade, mi chiede, si informa: è un piccolo carabiniere. Questo ambiente gli piace e sta crescendo con questo spirito e questo ideale. Spero segua la strada di suo padre. Me lo auguro». Nel centesimo anniversario della Battaglia del Podgora, Eurogendfor ha voluto tributare un riconoscimento al padre, scomparso nell’ambito della Nato training mission Afghanistan (Ntm-A) mentre supervisionava l’addestramento al tiro nel poligono interno della base della Gendarmeria europea. «L’emozione oggi è amplificata, perché questo era il reggimento di appartenenza di mio marito, le emozioni si sovrappongono – ha detto mamma Federica al termine della cerimonia -. Non so nemmeno descrivere quello che ho dentro, perché guardando quei ragazzi che vestono le stesse divise di mio marito, è come vedere Manuele con la sua fierezza, con il suo orgoglio di appartenere a ai carabinieri, fino all’estremo sacrificio. Qui mi sento a casa. È come se fosse accanto a me». (s.b.)

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