Svaligiata abitazione a Ronchi Sono spariti gioielli e contanti

Tiziana Carpinelli
L’aumento dei furti sotto Ferragosto, quando gli italiani si concedono attimi di relax in riva al mare, in lidi più o meno esotici, è un fenomeno senza tempo. E quasi sempre ineludibile. Ma si può tentare anche di vender cara la pelle ai ladri e il vicequestore Stefano Simonelli traccia un vademecum sempre utile: sprangare porte e finestre, segnalare alle forze dell’ordine presenze sospette di furgoni e soggetti in palese appostamento (poiché le chiamate non cadono mai nel vuoto, in particolare se la Volante è libera di intervenire), soprattutto mai tenere cospicue somme di denaro a casa. E questo sollecito va in primis rivolto agli anziani, in considerazione pure del fatto che una mole consistente di banconote spesso non è neppure direttamente spendibile, per i noti limiti di trasferimento del contante.
Nel frattempo, però, la Polizia di Stato registra sul territorio il primo furto classificabile proprio sotto la categoria delle scorribande estive condotte da ignoti, con ogni probabilità estranei al territorio. È avvenuto due domeniche fa, in un’abitazione di via 4 Novembre a Ronchi dei Legionari, dove i proprietari, sulla quarantina, usciti nel primo pomeriggio, al rientro poco prima di sera hanno ricevuto la spiacevole sorpresa di una visita certamente non gradita e condotta senza andare troppo per il sottile, dato lo stato in cui i locali, completamente soqquadro, sono stati ritrovati.
La coppia, che ha sporto denuncia al Commissariato di Monfalcone, sta ancora inventariando i beni per migliaia di euro: si sono volatilizzati infatti tutti i gioielli e oggetti di valore posseduti dalla famiglia, oltre al denaro.
Sul posto, a condurre i rilievi nella speranza di individuare impronte dattiloscopiche e così risalire all’identità degli autori del furto – una procedura consolidata in tali casi – anche la Polizia scientifica. Ma da una prima disamina, nessun riscontro: con ogni probabilità chi si è addentrato nelle stanze di via 4 Novembre, domenica 28 giugno, indossava guanti. Nessun testimone, ma gli investigatori ritengono ragionevole supporre che i ladri provengano da fuori.
Sono penetrati direttamente dall’ingresso, consumando effrazione: i proprietari hanno infatti ritrovato la porta aperta e la maniglia dell’uscio danneggiata. All’interno, cassetti dischiusi e intimità domestica violata, l’aspetto solitamente più duro da digerire, dopo l’ammanco di beni preziosi. Non solo da un punto di vista economico, ma spesso anche affettivo. –
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