Svuota il conto in banca dell’anziana che accudisce, spariti più di 100 mila euro: badante finisce a processo

Le operazioni bancarie risalgono al periodo compreso tra il 2020 e il 2021, quando cioè la donna accudiva l’86enne nella sua casa di Opicina e aveva la delega a gestirne le finanze. È accusata anche di circonvenzione di incapace

Maria Elena Pattaro
Una badante assiste un’anziana disabile (foto d’archivio)
Una badante assiste un’anziana disabile (foto d’archivio)

È accusata di aver svuotato il conto dell’anziana che accudiva e di essersi fatta nominare sua erede universale. A processo per appropriazione indebita e circonvenzione di incapace è finita l’ex badante. La donna (A. G. le sue iniziali), di 63 anni e originaria della Slovenia, si sarebbe impadronita degli oltre 100.000 euro che l’anziana aveva in banca, riversandoli nel proprio conto attraverso una serie di bonifici, sostenendo che si trattava di regali. Le operazioni bancarie risalgono al periodo compreso tra il 2020 e il 2021, quando cioè la donna accudiva l’86enne nella sua casa di Opicina e aveva la delega a gestirne le finanze.

Secondo la Procura, la caregiver avrebbe “tradito” il proprio mandato intascandosi i soldi anziché utilizzarli a vantaggio di chi glieli aveva affidati. Non solo: avrebbe fatto firmare all’anziana un testamento in cui le lasciava tutta la propria eredità, vanificando le disposizioni contenute nei lasciti scritti in precedenza.

Il tutto sarebbe avvenuto – sempre stando all’ipotesi accusatoria – approfittando della scarsa lucidità della padrona di casa, reduce da una serie di gravi scompensi di salute, tra cui il contagio da Covid e un ictus. Sulle condizioni di salute della persona offesa, la gup aveva disposto una perizia, a cui si erano affiancate le consulenze di parte dagli esiti divergenti. L’anziana, ex infermiera di origini slovene, è attualmente ospitata in una casa di riposo e il suo quadro clinico è gravemente compromesso.

A detta della difesa, affidata agli avvocati Sabina Della Putta e Peter Močnik, le somme in questione sono state donate consapevolmente e volontariamente dalla 86enne, quando era ancora lucida. Come peraltro era avvenuto in precedenza nei confronti di altre figure, sottolineano i difensori. L’avvocata di parte civile Paola Fornasaro ha ottenuto nel frattempo il sequestro sia dell’ultimo testamento, sia dei beni della signora. Era stato uno dei fratelli della vittima, insieme alla figlia, a denunciare i presunti illeciti. A mettere la pulce nell’orecchio ai parenti era stato un funzionario della banca, che si era insospettito di fronte ai trasferimenti di denaro.

«Abbiamo scoperto che il conto era stato praticamente svuotato e mia zia diceva di non saperne nulla – ha riferito la nipote in aula –. A quel punto abbiamo licenziato la badante, mio padre è diventato amministratore di sostegno e siamo andati a denunciare».

Tra i testimoni è stata sentita anche un’amica dell’anziana che l’ex infermiera, senza marito né figli, considerava alla stregua di una figlia. «Per un periodo ho avuto anche io la delega finanziaria. La signora mi ha regalato 100.000 euro», ha raccontato l’amica, lasciando intendere che probabilmente si trattava di un incentivo dell’anziana per garantirsi cura e assistenza. «Qualche tempo dopo, quando mi sono resa conto che non era ben consapevole dell’entità della cifra regalata, visto che mi parlava di 100.000 lire, le ho stornato la somma». Si torna in aula a ottobre davanti alla giudice Cristina Arban.

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