Teatro Stabile di prosa, la presidenza a Peroni

«Sessanta giorni e non di più», aveva detto Roberto Cosolini assumendo a metà settembre la presidenza del Teatro stabile di prosa del Friuli Venezia Giulia. E infatti. L’assemblea dei soci nell’ultima seduta ha preso atto (come da statuto) dell’indicazione del sindaco. È dunque Francesco Peroni, cui il primo cittadino pensava da tempo, il nuovo presidente. Sarà il rettore dell’Università a guidare il Rossetti. In un momento non facile, in cui anche lo Stabile è alle prese con il prospettato dimezzamento di fondi regionali e con la crisi generale. Vanno assunti poi nello scenario il “rosso” degli esercizi 2010 e 2011 (rispettivamente meno 217mila e meno 300mila euro, precisa Cosolini che durante l’interim ha studiato più a fondo i bilanci); e l’uscita dalla compagine societaria della Provincia di Udine, annunciata a far data dal primo gennaio.
Ma anche e proprio per tutti questi motivi, spiega Cosolini, è maturata la scelta di Peroni: «Figura autorevole e di prestigio, con profonda vicinanza all’ambiente culturale che gli consentirà di governare il Rossetti senza però - come spesso accade - esserne parte troppo coinvolta. E con un’esperienza amministrativa che lo ha visto traghettare l’Università in una fase di forte riorganizzazione e razionalizzazione dei costi». Un altro dato: se Teatro regionale dev’essere, «di questa funzione non basta vantarsi: ne va colto il senso del servizio pubblico». E Peroni, «figura dalle indispensabili capacità di relazioni istituzionali, saprà affrontare alcune difficoltà che possono essere intercorse con i territori di Udine e Pordenone, e rafforzare il rapporto coi soci». «Non è detto che non si possa lavorare» per ricucire rapporti, è infatti il commento di Peroni. «Va tracciato un percorso virtuoso che col Verdi, grazie al sovrintendente Orazi, è già iniziato», aggiunge Cosolini. Sottolineando che comunque vada a finire con le decurtazioni volute dalla giunta Tondo, lo Stabile dovrà prepararsi, come tutti, «a gestire una fase diversa. Il 2012 intanto si chiuderà senza perdite di esercizio». Il sindaco ha anzi chiesto che alla prossima seduta del cda vengano presentate dalla struttura «ulteriori misure di contenimento della spesa: ci potrebbero essere le condizioni perché quest’anno si copra almeno la perdita del 2010. Va detto poi che anche nel 2012 il Rossetti ha speso meno che nell’anno precedente, e resta un teatro che vive di sbigliettamento in misura molto maggiore rispetto alla media nazionale».
Che sulla linea vi sia un (ovvio) comune sentire, lo confermano le parole di Peroni. Che sottolinea i due «piani diversi in gioco». Da una parte la considerazione «molto preoccupata e angosciosa sull’andamento della risorsa pubblica nel settore» cultura, «con una flessione paurosa, lineare, non ragionata e non studiata»: scenario che comporta – dice Peroni dalla sua esperienza di amministratore pubblico «in un settore non meno maltrattato in questi anni» - «un interfaccia con l’opinione pubblica». Ma in questa depressione generale, «ciascuno - ancora il rettore - è anche chiamato a reinventarsi in qualche modo: la prima istanza è resistere, non abbandonarsi alla pur giusta denuncia». Occorrerà «inventiva sul piano dell’organizzazione, delle relazioni, della competitività: tutti aspetti che chiamano in causa fantasia, studio e maggiore pratica delle collaborazioni tra enti e istituzioni della regione, e anche d’oltreconfine, in un settore omogeneo». La prima condizione, come già detto da Cosolini, è «l’inversione di tendenza e l’equilibrio del bilancio» su cui tra l’altro il presidente deve vigilare. Per questo «va verificato entro quali margini - e stimo ve ne siano - una considerazione sul piano organizzativo possa giovare in termini di maggiore equilibrio di spesa».
Intanto il Rossetti tornerà ad avere anche un vicepresidente. La giunta regionale, poche ore dopo la nomina di Peroni, ha fatto il nome di Paris Lippi. Predecessore di Peroni. Nominato dall’allora sindaco (di centrodestra) Roberto Dipiazza, Lippi infatti si era dimesso dal vertice dello Stabile a fine luglio, dopo un lungo braccio di ferro ingaggiato con Cosolini. Al termine del quale aveva annunciato dimissioni per mancanza di tempo, visti gli orari del suo “vero” lavoro. Ma ora «sono felice di tornare in un ruolo che non richiede l’impegno di prima, e con un presidente che è figura di altissima qualità poi», chiosa Lippi.
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