Teatro Verdi di Trieste, Giuliano Polo confermato sovrintendente

Il ministro alla Cultura Alessandro Giuli, in visita in regione, ha dato conferma della nomina al sindaco Roberto Dipiazza

Laura Tonero
Giuliano Polo
Giuliano Polo

Tanto tuonò che piovve. Dopo oltre tre mesi di tira e molla, lunedì sera il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha firmato il decreto di nomina di Giuliano Polo alla sovrintendente del Teatro Verdi. «Al professor Polo vanno i migliori auspici di buon lavoro da parte del Ministro», si legge in calce al documento. Polo, dopo che è circolata la notizia, ha preferito non rilasciare dichiarazioni.

Pochi minuti prima che l’atto venisse pubblicato sul sito del ministero, la conferma di quella scelta era stata condivisa con il sindaco Roberto Dipiazza, presidente del Verdi, che  ha raggiunto Giuli a Udine, approfittando della visita del ministro in Friuli tra Villa Manin e Palmanova, mentre oggi sarà a Villa de Claricini Dornpacher a Bottenicco di Moimacco.

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(foto Silvano)

«Finalmente abbiamo il sovrintendere», così entusiasta il sindaco dopo una stretta di mano con il ministro. «Dire che sono felice è riduttivo, è una persona che stimo molto e Giuli è un superministro». I tre mesi di attesa? «Giochi politici», si limita a commentare il primo cittadino, che ha sostenuto in ogni modo quella candidatura.

Dal suo telefono, nelle passate settimane, quando si stava rendendo conto che più di qualcuno era impegnato a minare la conferma di Polo, sono partite telefonate a ministri e parlamentari. Ha agitato mari e monti pur di rivedere “l’amico” Polo nuovamente su quella poltrona, convinto delle sue capacità manageriali. «Se non lo nominano mi incateno fuori dal Quirinale», era arrivato a minacciare parlando con amici.

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L’ingresso del Teatro Giuseppe Verdi (Silvano)

Su questi tre mesi di impasse però sarà interessante fare chiarezza, perché hanno generato non pochi problemi al Teatro Verdi. Esponendo il Lirico ai palati di chi, da fuori città, puntava a sminuirne il valore del Verdi. Tanto da far circolare pochi giorni fa pure la notizia del trasferimento a Trieste della direttrice musicale della Fenice Beatrice Venezi, la cui nomina continua a essere dibattuta e a generare malumori. Nel maldestro tentativo di far trasparire che il nostro Lirico è visto come il teatro dove “parcheggiare dei problemi”. Quell’indiscrezione, dopo aver raggiunto tutte le testate anche nazionali, era stata poi smentita.

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La direttrice d'orchestra Beatrice Venezi

La nomina di Polo è rimasta appesa a un filo per tre mesi. Ogni tanto le sue quotazioni salivano, talvolta precipitavano, tanto che qualcuno aveva anche parlato di un possibile commissariamento del teatro, visto che la questione non si sbloccava.

Il percorso che ha portato alla riconferma di Polo è stato a dir poco irto. Regione e ministero inizialmente non gradivano il suo ritorno. Infatti avevano dato indicazione ai loro rappresentanti nel Consiglio di indirizzo del Verdi di non votare a suo favore. Poi quel nominativo era arrivato sul tavolo del ministro con tre voti favorevoli (incluso quello del consigliere indicato dalla Regione) e due astenuti, quelli di riferimento del ministero.

Da quel momento è iniziato un braccio di ferro tra Roma e Trieste, che ha rivelato anche una netta divisione all’interno dello stesso teatro, con la Cgil schierata a favore del suo ritorno, Fials, Cisl e Uil che, invece, chiedevano discontinuità.

Polo, classe ‘57, triestino, ha già ricoperto l’incarico di soprintendete del Verdi dal 2021 al maggio scorso. In passato è stato docente al Conservatorio Giuseppe Tartini. Scorrendo il suo curriculum si legge che dopo l’esperienza come professore d’orchestra proprio al Verdi, fra il 2001 e il 2009 ha svolto dapprima il ruolo di vicedirettore e poi di direttore degli affari generali dello stesso Verdi. Una struttura, quella del nostro Lirico, che quindi conosce molto bene.

Dal 2005 al 2009 Polo ha fatto parte del consiglio di amministrazione dell’Associazione Teatro Pordenonese, per poi passare alla Fondazione Accademia nazionale di Santa Cecilia a Roma, dove è stato direttore del personale. Fra il 2013 e il 2016 è stato consulente in materia di organizzazione del lavoro all’Associazione Teatro di Roma. L’incarico più importante della sua lunga carriera, prima di quello triestino, lo ha svolto a Verona, dove su proposta del commissario straordinario Carlo Fuortes, nel novembre 2016 era stato nominato dal ministro dei Beni e delle attività culturali sovrintendente della fondazione Arena di Verona.

L’incarico del nuovo sovrintendente del Verdi terminerà contestualmente alla scadenza dell’attuale Consiglio di indirizzo, fissata per il 21 luglio 2030. —

 

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