Tergestea, atteso un bonifico di 5 milioni

Dopo l’udienza l’avvocato annuncia che la crisi sarà risolta grazie a una ricapitalizzazione
Silvano Trieste 27/10/2014 Tribunale di Trieste, udienza civile Coop
Silvano Trieste 27/10/2014 Tribunale di Trieste, udienza civile Coop

Un bonifico di 5 milioni di euro. Ieri è stata lanciata la ciambella di salvataggio per Tergestea, la storica casa di spedizioni triestina giunta sull’orlo del fallimento con un buco di quasi 4 milioni di euro. «I soldi - ha annunciato l’avvocato Paolo Stern che assiste il proprietario Guido Valenzin - arriveranno però solo domani (ndr, oggi) in conto corrente». Continua: «È chiaro che il futuro della società dipenderà dal versamento effettuato dai sottoscrittori».

Insomma, a piccoli passi. Questo è emerso al termine dell’udienza di ieri: il giudice Riccardo Merluzzi, si è riservato una decisione per il futuro della società. Motivo: verificare e valutare se, sulla base dei documenti depositati (e soprattutto anche del bonifico che secondo quanto annunciato arriverà) ci sono i presupposti per evitare il baratro del fallimento. La data del deposito del provvedimento è prevista prima di Natale.

«Abbiamo fornito tutti gli elementi per una definizione favorevole e positiva della vicenda», ha dichiarato l’avvocato Stern al termine dell’udienza. Poi ha aggiunto: «Il risultato di gravi perdite è frutto di un grande sforzo di trasparenza compiuto dalla società, che ha deciso di imputare come inesigibili una notevolissima mole di crediti», ha spiegato Stern. Poi nel pomeriggio ha inviato una nota in cui si legge: «Nella giornata di ieri è stato ordinato il bonifico per l'importo di 5 milioni di euro, che, raffrontati alla passività d’esercizio, rendono evidente che la Società non versa più in stato di insolvenza. Tale importo è in corso di accreditamento su uno dei conti correnti Tergestea».

Poco prima di lui erano usciti dall’ufficio del giudice Merluzzi gli avvocati della Caau di Udine e della Fioravanti, le due ditte di autotrasporto che, stanche di accumulare crediti, poche settimane fa hanno scelto la strada giudiziaria rivolgendosi al tribunale fallimentare. Presente all’udienza anche Giuseppe Correro, ex dipendente, già consulente della società con un passato da broker finanziario, ritenuto uno degli artefici dell’operazione-salvataggio in extremis. «Sono ottimista», ha detto. A pochi metri un gruppetto di ex dipendenti della Teregestea senza stipendio dal mese di maggio. «Siamo venuti in tribunale - ha spiegato uno di loro - per capire quando potremo prendere i nostri soldi. Ormai il posto di lavoro lo abbiamo perso, ma il denaro guadagnato e il Tfr vogliamo sapere che fine farà». Dovranno aspettare una settimana per avere chiarezza sul loro futuro(c.b.)

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