Terreno vista mare sottocosto venduto al ministro dell’Interno

Altra tegola sul capo del dicastero della Slovenia Hojs uscito finora indenne dalla sfiducia in Parlamento. Nell’affare compare anche l’ex sindaco Popovic
Il premier sloveno Janez Jansa e il ministro degli Interni Ales Hojs si stringono la mano. dnevnik.si
Il premier sloveno Janez Jansa e il ministro degli Interni Ales Hojs si stringono la mano. dnevnik.si

/ LUBIANA

Non sono certo giorni facili questi per il ministro dell’Interno della Slovenia, Ales Hojs. A parte tutti i problemi legati a gestire l’emergenza coronavirus ha dovuto affrontare una mozione di sfiducia in Parlamento bocciata però venerdì (38 voti a favore, 43 i contrari alla sua defenestrazione) mentre all’esterno del palazzo del Parlamento in piazza della Repubblica i soliti 10 mila dimostranti anti governativi del venerdì pomeriggio hanno simbolicamente dato fuoco a un fascio di legno e carta a simbolizzare la caduta (poi evitata) del non proprio amato ministro.

All’ultimo minuto però sul percorso politico e sociale di Hojs è stata collocata una vera e propria “bomba” anti-ministro. A farlo sono stati i giornalisti investigativi del settimanale Mladina. Secondo quanto riportato dal settimanale il ministro dell’Interno avrebbe acquistato sottopagandolo (non lo ha avuto al valore di mercato) un terreno edificabile con splendida vista sul golfo di Capodistria in località Kolumban. Una storia molto complicata in cui c’è anche la “manina” dell’ex sindaco di Capodistria Boris Popovic e di un suo collaboratore quando il primo era ancora primo cittadino.

Il terreno acquistato da Hojs faceva parte di una parcella ben più grande di proprietà del Comune di Capodistria, terreno non urbanizzato che è stato messo all’asta (aprile 2017) alla quale ha preso parte un solo concorrente, il sedicente imprenditore russo Marat Idrisov, amico del collaboratore di Popovic. Alla domanda dei giornalisti di Mladina sul perché l’asta pubblica ha avuto un solo partecipante, la risposta negli ambienti capodistriani è stata: «Perché partecipare se si sa già chi vincerà?»

L’imprenditore russo ha successivamente suddiviso il terreno acquistato in quattro parcelle edificabili che, guarda il caso, non sono state messe in vendita secondo i canali tradizionali, ossia con l’intermediazione di un’agenzia immobiliare e con annunci sui quotidiani sloveni. No, è bastato un passaparola tra i “soliti noti” e guarda il caso le parcelle sono state acquistate (tutte sottopagate come dimostrato da Mladina) da un amico medico di Lubiana, dal figlio dell’amico di Popovic, dalla moglie di Popovic e dal ministro Hojs. E, guarda sempre il caso, negli ultimi tempi si parla di una possibile nomina dell’ex sindaco di Capodistria a sottosegretario dell’Economia del governo della Slovenia.

Al momento della vendita del terreno a Idrisov, l’immobile non aveva ancora un accesso regolamentato. Ma quando Idrisov l'ha acquistata, il Comune ha deciso di costruire l'infrastruttura comunale proprio lì, cioè la strada per tutti i lotti venduti, insieme alla rete fognaria. Idrisov ha quindi acquistato un terreno edificabile per 65 euro al metro quadro, che il Comune ha subito iniziato a dotare di utenze, cosa che altri potenziali interessati non potevano conoscere o anticipare. Al posto del terreno per la strada, che il Comune costruirà nel mezzo del lotto venduto, Idrisov ha ricevuto in cambio il resto del terreno e ha aumentato la funzionalità del terreno stesso. Il Comune di Capodistria ha perso l’occasione di ricavare almeno 1 milione di euro dall’immobile. Hojs ha acquistato 882 metri quadrati dal russo al prezzo di 75.910 euro, pari a o 86 euro al metroquadro. Il contribuente di Capodistria è stato “beffato”. Hojs ne risponderà domani personalmente al premier e collega di partito Janez Jansa. Insomma, a taralluci e vino. —

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