Tommaso morto sul lavoro a Monfalcone: raccolti 17mila euro al Burlo in suo ricordo

L’iniziativa solidale in memoria del 17enne morto il 25 febbraio

Tiziana Carpinelli
Tommaso Enzo Andreuzza
Tommaso Enzo Andreuzza

Si era fermato il cantiere, quando Tommaso Enzo Andreuzza era precipitato dal tetto della Panel line a Panzano, il quartiere dove il cantiere navale di Monfalcone è insediato.

Davanti all’irreparabile – la scansione irreversibile di passi, la caduta nel vuoto, 20 metri sopra il cemento – e a una vita spezzata tragicamente a soli 27 anni, le tute blu avevano sciamato progressivamente verso l’uscita, gonfiando le strade di Monfalcone, svuotando lo stabilimento Fincantieri, alveare di produttività. Dove migliaia di lavoratori sono all’opera, ogni giorno. Corale, allora, la reazione davanti all’infortunio mortale del 25 febbraio scorso.

Il gesto

E altrettanto piena, oggi, la risposta che le maestranze hanno concepito: ogni dipendente, ciascuno secondo la propria disponibilità, ha dato del suo. E, alla fine, attraverso la Rappresentanza sindacale unitaria di fabbrica, sono stati raccolti, in nome di Tommaso, 17.538 euro, destinati a supportare l’unità che si occupa dei nati prematuri all’ospedale Burlo Garofalo, eccellenza triestina.

La destinazione

Una realtà che era conosciuta dal giovane: era capitato vestisse i panni di Babbo Natale e, sempre con quelle funi con cui lui ci sapeva davvero fare, si calasse da altezze vertiginose di diversi presidi pediatrici del territorio per il solo piacere di veder sorridere i piccoli pazienti e di provare ad alleviare le loro sofferenze. Un ragazzone di due metri, Tommaso Enzo Andreuzza, un’altezza, come ebbero modo di dire i suoi cari, proporzionale alla bontà d’animo.

La visita

Così, lunedì, i delegati sindacali di Fim, Fiom e Uilm in seno alla Rsu, rispettivamente Carmine Palumbo, Enrico Dovier e Andrea Holjar, assieme al direttore di stabilimento Cristiano Bazzara e alla presidente dell’associazione Scricciolo, Serena Bontempi, sodalizio cui è stato destinato il ricavato della raccolta avviata a seguito dell’infortunio mortale di Andreuzza, hanno visitato il Reparto prematuri del Burlo. C’erano anche la zia e la nonna del giovane triestino.

Il reparto

«La responsabile della struttura – spiegano i delegati – ci ha descritto le attività quotidiane che si svolgono all’interno del reparto, attività che necessitano, oltre della professionalità di chi opera all’interno della struttura, di apparecchiature molto costose». Dopo l’illustrazione delle prestazioni e dei servizi resi al Burlo «abbiamo fatto un giro del reparto e così abbiamo potuto ammirare la preziosa opera che lì viene svolta», sempre i rappresentanti dei lavoratori di Panzano.

Il ringraziamento

È stata infine espressa «estrema gratitudine verso le lavoratrici e i lavoratori per quanto raccolto», appunto i 17.538 euro, donati da addetti del cantiere e colletti bianchi di Palazzo Marineria a Trieste. «Ci è stato comunicato», sempre la Rsu, «che è già stato predisposto l’acquisto di un importante macchinario e resta ancora disponibilità per un’ulteriore spesa che al momento l’équipe di professionisti sta valutando». Per spiegarlo in parole povere, si tratta di «una speciale culla-incubatrice che al bisogno si trasforma anche in tavolo chirurgico», secondo quanto riferito da Holjar a margine. Mentre per la rimanente parte del danaro si punta a rendere più accoglienti gli spazi per i familiari dei nati prematuri, che si trovano a vivere sì la gioia della venuta al mondo, ma anche la complessità di un parto pretermine, cioè prima della 37.ma settimana di gestazione.

Il cerchio che si chiude

«Come Fim, Fiom e Uilm», conclude la rappresentanza sindacale unitaria di Panzano, «esprimiamo soddisfazione e ringraziamo tutte e tutti per la solidarietà dimostrata, certi che anche Tommaso sarebbe stato orgoglioso di questo splendido risultato». Una comunicazione, sul punto, è stata affissa pure all’albo di fabbrica, ieri. Un modo per raccontare a tutti come la raccolta in nome del giovane farà del bene agli altri, soprattutto ai più piccoli e indifesi.

 

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