Tommy, il piccione domestico che ha trovato casa a Valmaura

LA STORIA
Un gattino o un cagnolino come animale domestico? Oppure un criceto? Nessuno di questi: il coinquilino di Sara è un piccione di nome Tommy. Si tratta di una storia di rispetto e affetto reciproco, che ha avuto inizio grazie a un gesto di generosità da parte di una ragazza triestina nei confronti di un essere vivente: infatti, come racconta lei stessa, «nella mia famiglia sono sempre stata incentivata ad aiutare i più deboli, soprattutto gli animali in difficoltà».
Sara - il nome utilizzato è fittizio, la ragazza ha chiesto di non rivelare quello vero - vive nella zona di Valmaura. Una sera di due mesi fa, ritornando a casa da lavoro, vide una scena che attirò la sua attenzione: un piccolo pennuto era caduto dal nido e la madre, prontamente, stava cercando di riportarlo al sicuro, purtroppo senza successo. «Vista la mia ignoranza in fatto di volatili – aggiunge Sara –, pensai che non fosse in pericolo e quindi tornai a casa senza preoccuparmene». Ma la sera dopo il pullo era ancora lì, solo, senza né forze né sostegno. E a quel punto Sara decise di aiutarlo. «Una volta giunta a casa mi accorsi che il piccolo non era in grado di nutrirsi autonomamente, quindi mi misi a cercare su Internet indicazioni su come potergli dare una mano».
Da quel giorno in cui Tommy è entrato a far parte della vita di Sara, le scoperte sui piccioni si sono susseguite: «Come sappiamo, i piccioni hanno una brutta reputazione e non siamo mai stati abituati ad avere un rapporto così stretto con questi animali – spiega –: da quando ho Tommy ho scoperto tanti falsi miti riguardanti i piccioni. Ad esempio non sono portatori di malattie, ma è il contatto con le feci infette a essere l’unico pericolo per la salute». Tommy ha uno spazio tutto per sé, con pedane, giochini e la sua copertina a quadri, alla quale è molto affezionato. Non è mai stato rinchiuso in una gabbia «in quanto sono espressamente contraria a tenere un animale imprigionato – prosegue Sara –. Con il caldo, teniamo sempre le finestre aperte ed è inevitabile che voglia andare a farsi un giro, ma alla fine ritorna sempre». —
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