Torrenti: «Cara di Gradisca affollato? La soluzione è temporanea»

GORIZIA «Il Cara di Gradisca d’Isonzo sovraffollato? È una soluzione temporanea».
Lo scandisce a chiare lettere l’assessore regionale all’Immigrazione, Gianni Torrenti. E cerca così di gettare acqua sul fuoco di una polemica sempre più forte.
«La prefettura di Gorizia è stata costretta a prendere questa decisione: le condizioni del tempo e l’Isonzo impetuoso - spiega Torrenti - richiedevano una soluzione immediata e tempestiva. E così si è deciso di riutilizzare parte dell’ex Cie ma deve essere chiara una cosa: tutto ciò si protrarrà per un periodo limitato di tempo. Il Cara deve tornare al più presto a una capienza attorno alle 200 persone».
Già, ma dove verranno ospitati i richiedenti-asilo in “eccedenza”? «La prefettura sta lavorando su ipotesi molto concrete. Non portano in città, bensì nel resto della provincia e nel Monfalconese in particolare». L’assessore regionale non dice di più ma fa capire che qualcosa si sta muovendo e che nei prossimi giorni potranno registrarsi delle novità.
Intanto, il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Fabio Gentile ha depositato un’articolata interrogazione scritta dal titolo “Minori non accompagnati ospitati al San Luigi: si faccia chiarezza su autorizzazioni e sulle licenze in possesso”. Tanti i quesiti che vengono rivolti al sindaco e agli assessori competenti (Welfare, Urbanistica e Commercio).
Gentile chiede (e si chiede) «se i permessi commerciali attualmente in essere da parte dei proprietari del Convitto San Luigi, siano compatibili con la nuova attività di accoglienza dei minori non accompagnati seppur svolta da un soggetto terzo ed appartenente al mondo del volontariato e soprattutto se sono compatibili con l'attività svolta (in questo caso pare direttamente dall'Ispettorato Salesiano di Mestre) di ospitare studenti universitari e non solo, provvedendo anche alla preparazione di pasti (in particolar modo le colazioni)».
Gentile vuole anche altri chiarimenti: ad esempio, se l'ospitalità «fornita a persone che non sono studenti, ma normalissimi lavoratori impegnati magari a tempo nella nostra città, possa rientrare fra le finalità prima ricordate. Ovvero "enti ed aziende per il soggiorno dei propri dipendenti o loro familiari" dando pertanto una destinazione così ampia che pare molto più conveniente e larga da preferire tale attività a quella di albergo o bed e breakfast che hanno ben più stringenti normative rispetto alla generica (ed amplissima) definizione di “casa per ferie”». Infine, il capogruppo forzista chiede «se tale situazione di accoglienza di circa 30 minori non accompagnati, a carico e amministrativamente sotto la responsabilità del Comune di Trieste, potrà durare nel tempo».
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