Traffico di marmitte verso l’Est Europa Intercettati tre rumeni
Gradisca
Tra le marmitte catalitiche che trasportavano senza documenti fuori dal territorio nazionale c’era anche la refurtiva proveniente da un colpo messo a segno ai danni di un autodemolitore della provincia di Varese. A scoprirli sono stati nei giorni scorsi i militari del Nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Gradisca.
Il controllo su strada scaturito a seguito della verifica dell’assenza dei documenti di autorizzazione al trasporto ha consentito agli uomini dell’Arma di rinvenire anche la refurtiva. I carabinieri gradiscani hanno quindi sottoposto a fermo di indiziato di delitto tre cittadini rumeni. Al termine della convalida del fermo, i tre indagati sono stati rilasciati e il Gip ha applicato nei loro confronti la misura cautelare del divieto di dimora in Friuli Venezia Giulia.
Secondo le stime, il valore commerciale delle marmitte catalitiche era di circa 4.500 euro. «Quello dei furti di catalizzatori - spiegano i carabinieri - è un fenomeno predatorio comune a tutto il territorio europeo, in particolare Regno Unito, Francia e Spagna, e che sta recentemente interessando anche l’Italia. L’attività illecita - prosegue l’Arma - si verifica poiché tra le componenti delle marmitte sono presenti metalli nobili come il platino, il palladio e il rodio che, rivenduti, possono fruttare un facile profitto». Le automobili da razziare vengono selezionate in base al ptenziale profitto derivante dalla successiva vendita del catalizzatore, piuttosto che in considerazione del loro valore commerciale e, di conseguenza, diventano facile bersaglio non soltanto i veicoli che consentono un agile accesso al sottoscocca, come ad esempio i suv, ma anche le autovetture più vecchie e di minor valore. –
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