Auto precipita in mare dal Molo Audace: alcuni militari si tuffano in acqua e salvano il conducente
Un uomo di 41 anni si è gettato in acqua nel bacino San Giusto con una Suzuki. Il personale dell’Accademia di Modena lì presente non ha esitato a tuffarsi. In 7 lo hanno estratto dall’abitacolo. Un ufficiale ferito per rompere il finestrino

Questione di secondi e saremmo qui a raccontare un’altra storia, quella di un dramma – l’ennesimo – della fragilità psichica. Invece è la vicenda in qualche modo a lieto fine di un gesto indubbiamente eroico: una persona che precipita in mare con l’automobile, a fianco del molo Audace, e che viene salvata da un gruppo di giovani militari dell’Esercito. Ufficiali e cadetti dell’Accademia di Modena, in visita istituzionale a Trieste, che vedono la scena e non esistano a lanciarsi in acqua. Raggiungono l’auto con cinque o sei bracciate ed estraggono dall’abitacolo l’uomo – un quarantunenne – pochi secondi prima che la macchina affondi portandosi sotto anche lui. Sarebbe annegato.
È quasi mezzogiorno e mezzo quando sul golfo si vede volteggiare un elicottero: sono i sommozzatori dei vigili del fuoco di Venezia venuti ad affiancare i colleghi triestini. Ai piedi del molo Audace, sul Bacino San Giusto, proprio di fronte a piazza Unità, ci sono già i carabinieri, la guardia costiera, la polizia locale e le guardie giurate di Sicuritalia. E decine di passanti, turisti e curiosi.
«C’era un uomo in mare, è finito in acqua con l’auto... qualcuno lo ha salvato in tempo...», racconta veloce un pompiere, indaffarato nelle operazioni di emergenza.
Il punto in cui si è verificato l’episodio, cioè sul fronte mare dove non ci sono parcheggi e dove è vietato transitare con l’auto, e la posizione del veicolo che si è inabissato a circa sei o setti metri di distanza dal molo, lasciano presto intendere che non si è trattato di un incidente. Non una manovra sbagliata insomma, ma un gesto estremo.
Il conducente del veicolo, pochi minuti prima, ha preso la rincorsa e si è buttato con l’auto. Ma proprio in quel momento è sceso da un autobus il gruppo dell’Accademia militare di Modena.

Succede questo. Mentre gli allievi stanno scendendo dalle corriere in piazza Unità per iniziare la visita della città, l’auto cade in mare. I giovani cadetti con i loro ufficiali si accorgono dell’emergenza e si buttano.
«Resosi immediatamente conto della gravità della situazione, il personale è intervenuto senza esitazione, tuffandosi e riuscendo a estrarre l’uomo dall’abitacolo del veicolo», si legge in un comunicato diramato dall’Esercito. «L’uomo, tratto in salvo grazie al tempestivo intervento dei militari, è stato affidato alle cure del 118, intervenuto sul posto. L’intervento testimonia ancora una volta come il senso del dovere, la preparazione e la prontezza decisionale costituiscano valori fondanti della formazione degli ufficiali dell’Esercito italiano, che anche al di fuori delle attività addestrative e di servizio sanno mettere le proprie capacità al servizio della collettività intervenendo con coraggio e spirito di solidarietà a tutela della vita umana».

Uno dei giovani militari si è ferito: per liberare il quarantunenne dall’abitacolo ha dovuto sferrare un pugno contro il finestrino e si è tagliato. Ha perso sangue, ma non è in gravi condizioni.
"Il loro coraggio, la preparazione e il senso del dovere rendono orgogliosa tutta la Difesa". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto ha voluto ringraziare con un post su X i militari dell'Accademia militare di Modena che questa mattina a Trieste si sono tuffati per salvare un uomo che era finito con la sua auto in mare in piazza Unità d'Italia.

"Un intervento tempestivo e decisivo che ha contribuito a salvare una vita e che rappresenta la più autentica espressione dei valori che l'Accademia Militare trasmette ai futuri Ufficiali dell'Esercito e dell'Arma dei Carabinieri: coraggio, senso del dovere, altruismo e spirito di servizio" scrive Crosetto sottolineando che i militari hanno "agito d'istinto, mettendo la propria vita al servizio di un'altra persona". "È questo il significato più autentico dell'essere militare - conclude il ministro - servire il Paese e proteggere la vita umana, sempre, anche quando non lo impone il dovere".
Il conducente della macchina, una volta portato a terra, è stato visitato dal 118 e trasportato al Pronto soccorso di Cattinara per gli accertamenti necessari.
Era in stato confusionale. Come confermato da fonti ospedaliere, si tratta di una persona nota e seguita dai servizi sanitari.
Il veicolo, che nel frattempo a causa della corrente si è spostato di una ventina di metri, è stato individuato con la strumentazione del nucleo soccorso subacqueo acquatico dei vigili del fuoco di Venezia: le squadre hanno agganciato il mezzo a degli speciali palloni di sollevamento, così da portarlo in superficie. La macchina, una Suzuki Ignis, è stata poi issata e recuperata con l’autogru.
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