Trieste inventa il condominio multigenerazionale: tre storici palazzi del centro diventano un'oasi per gli anziani
Firmato il maxi-protocollo d'intesa tra Fondazione CRTrieste, Itis, Comune e Asugi. Riqualificati 4.600 metri quadrati tra via Manzoni, via Foscolo e via D'Azeglio: nascono 41 alloggi senza barriere e servizi sanitari a domicilio per combattere la solitudine. Gestione al Terzo settore e canone sostenibile

Un nuovo modello di abitare per rispondere alla sfida dell’invecchiamento della popolazione. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto da Fondazione CRTrieste, Itis, Comune di Trieste e Asugi, che hanno dato ufficialmente il via a un progetto destinato, nelle intenzioni, a cambiare il modo di concepire l’assistenza agli anziani in città.
L’accordo prevede la realizzazione di tre condomini multigenerazionali privi di barriere architettoniche, pensati per ospitare persone anziane autosufficienti e non autosufficienti, integrando soluzioni abitative innovative con servizi sociali e sanitari di prossimità. L’obiettivo è consentire agli anziani di continuare a vivere nel proprio quartiere, evitando, quando possibile, il trasferimento nelle strutture residenziali e contrastando il fenomeno della solitudine. I tre interventi interesseranno immobili di proprietà dell’Itis situati in via Manzoni 2, via Foscolo 15 e via D’Azeglio 5, in pieno centro cittadino quindi. Si tratta di edifici storici che saranno completamente riqualificati per diventare il fulcro di un ecosistema urbano inclusivo, dove abitazione, servizi sanitari, assistenza domiciliare e spazi di socializzazione conviveranno nello stesso contesto. Il progetto si fonda su una stretta collaborazione tra i quattro enti firmatari.
La Fondazione CRTrieste parteciperà all’ideazione e alla progettazione architettonica, sostenendo anche una parte significativa dei costi di realizzazione. L’Itis metterà a disposizione gli immobili e i servizi già presenti sul territorio, come il Centro Servizi di via Pascoli e il Portierato sociale di via Foscolo. Comune e Asugi svilupperanno invece la rete dei servizi sociosanitari e delle attività di accompagnamento rivolte ai futuri residenti. Gli edifici coinvolti, ha spiegato il presidente dell’Itis Aldo Pahor, sviluppano complessivamente circa 4.600 metri quadrati di superficie e 18 mila metri cubi, ospitando 41 appartamenti e cinque locali commerciali.
«La peculiarità di questo progetto – ha sottolineato Pahor – è creare una vera comunità all’interno degli edifici, continuando ad assistere gli anziani direttamente a domicilio». La scelta del centro cittadino non è casuale. «Abbiamo preso esempio da esperienze già realizzate in altre città europee – ha aggiunto – recuperando edifici storici al servizio del sociale. Ci troviamo inoltre tra la Casa della Comunità e il Centro Servizi Itis: possiamo dire che sarà il più grande intervento di questo tipo realizzato in Fvg in un contesto urbano. Il nostro obiettivo è coinvolgere gli anziani e, quando possibile, evitare l’ingresso nelle strutture protette».
Sul fronte operativo, il presidente della Fondazione CRTrieste Massimo Paniccia ha assicurato la volontà di procedere in tempi rapidi. «Gli immobili ci sono e la Fondazione dispone delle risorse necessarie. Cercheremo di fare il più velocemente possibile e, una volta completata la progettazione, partiranno i lavori. Abbiamo la fortuna di poter operare con procedure abbastanza snelle, pur dovendo rispettare i tempi della burocrazia. L’obiettivo è realizzare un progetto di qualità che possa diventare un modello esportabile anche in altri contesti».
L’assessore comunale alle politiche sociali Massimo Tognolli ha evidenziato il valore dell’iniziativa, sottolineando come il progetto guardi non solo agli anziani di oggi, ma anche alle generazioni future. «È una bellissima iniziativa rivolta alle persone anziane con uno sforzo intergenerazionale, perché i problemi di una generazione diventano inevitabilmente quelli della successiva».
Fondamentale sarà anche il ruolo di Asugi. «Si tratta di un tema centrale perché riguarda l’abitare e la fragilità delle persone – ha spiegato il direttore dei servizi sanitari Giulio Antonini – e portare questo modello nel cuore della città rappresenta una sfida importante». Resta ancora da definire chi gestirà concretamente i nuovi condomini. Secondo Pahor, la gestione dovrà essere affidata a un soggetto del Terzo settore capace di operare con maggiore flessibilità rispetto a un ente pubblico. Per l’accesso agli alloggi sarà realizzata una specie di selezione. «Vorremmo replicare l’esperienza positiva dei nostri otto appartamenti già attivi – ha spiegato il presidente dell’Itis – selezionando persone disponibili a vivere un’esperienza comunitaria. Pagheranno un affitto che non sarà né calmierato né di mercato, ma sostenibile dal punto di vista economico. L’obiettivo è creare un sistema capace di reggersi nel tempo».
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