Trieste, Dipiazza su piazza Libertà: «Corretta la decisione della Questura. La città non è un far west»

Il commento di Dipiazza: «La decisione assunta dalla Questura è opportuna». Soddisfatto anche Fedriga. Schiavone critico: «Si è presa la palla al balzo per intervenire con una misura politicamente orientata»

Roberto Dipiazza
Roberto Dipiazza

«La decisione assunta dalla Questura è corretta ed opportuna, va nella direzione di quanto abbiamo sempre chiesto come Amministrazione e ribadisce il concetto che la città non è un far west dove alcuni, nascondendosi dietro il concetto nobile di solidarietà, portano avanti azioni politiche. Le regole ci sono e vanno rispettate da tutti».

E' il commento del sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, alle prescrizioni emanate dalla Questura di Trieste in merito al dibattito creatosi intorno alla presenza dei migranti nella piazza davanti alla Stazione centrale.

Volontari in piazza Libertà a Trieste, la Questura fissa i giorni e gli orari delle attività con i migranti
L'intervento di identificazione in piazza della Libertà

Il commento di Fedriga

Sulla questione si è espresso anche il governatore Massimiliano Fedriga: «Ringrazio la Prefettura e la Questura di Trieste per il lavoro quotidiano di contrasto ai fenomeni di illegalità o comunque di tensione che svolgono sul territorio comunale. Le scelte compiute in questi anni hanno permesso di limitare molto questi fenomeni e anche le azioni che continuano ad essere portate avanti diventano sempre più incisive». Lo ha affermato dagli Stati Uniti il governatore Massimiliano Fedriga.

«Un esempio è la scelta fatta su piazza Libertà - specifica Fedriga - che era diventata area sottratta ai nostri cittadini e dove si svolgeva di fatto una manifestazione costante che vedeva addirittura lo sventolare di bandiere: manifestazioni quotidiane portate avanti senza alcuna autorizzazione. Non solo, proprio in quell'area negli ultimi mesi - ha ricordato il governatore - si sono verificati due accoltellamenti e gli operatori delle associazioni che distribuiscono pasti nella piazza sono stati minacciati da degli spacciatori, fatto che ha anche portato alla sospensione temporanea della distribuzione».

Per Fedriga, «Vedere polemiche e strumentalizzazioni sulle dovute regole messe in campo da Prefettura e Questura fa capire che alcune realtà associative che continuano a difendere l'immigrazione irregolare utilizzano la presunta solidarietà come arma politica e vorrebbero una deregulation totale quando si parla di immigrati entrati irregolarmente. Voglio invece ribadire pubblicamente i ringraziamenti ai vertici di Prefettura e Questura e agli uomini e alle donne delle forze dell'ordine per il lavoro che svolgono quotidianamente con grande abnegazione».

La replica di Schiavone (Ics)

«C'è stato un episodio» di violenza e «si è presa la palla al balzo per intervenire con una misura politicamente orientata». Però «oggi la gente non mangia, per farlo deve andare a procurarsi il cibo, va in Porto Vecchio, con un peggioramento drammatico delle condizioni dei migranti e forse un aumento attività delle organizzazioni criminali, che suppliscono alle carenze». E' il commento del presidente del Consorzio italiano di solidarietà (Ics) Gianfranco Schiavone alle prescrizioni della Questura per l'assistenza ai migranti in piazza Libertà da parte di alcune associazioni.

Per Schiavone il rischio è che «si crei un mercato parallelo: criminali che dicono 'ti porto io da mangiare, dammi 5 euro'. Ho l'impressione che si creino condizioni sempre peggiori per far esplodere la situazione» e parla di «provvedimenti abnormi e illegittimi», sembra che «attività umanitarie e intrattenimento non siano compatibili», precisando che «non si tratta di manifestazioni» ma, appunto, di assistenza. In merito a problemi di ordine pubblico e infiltrazioni di frange di estrema destra per creare tensione, Schiavone sottolinea che «c'è un presidio di forze dell'ordine in piazza, spetta a loro controllare. E' un po' come dire che se c'è un facinoroso che entra in ospedale per uccidere qualcuno, chiudo l'ospedale e caccio i pazienti».

Insomma, «una manovra politica con connessione tra politica locale e regionale e istituzioni dello Stato che non dovrebbero essere il braccio esecutivo della politica». Infine, Schiavone ha smentito che i migranti possano cibarsi allo Spazio 11: "E' una struttura per i transitanti, non ci né sono letti né cibo; lo stesso al centro diurno al civico 19».

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