Ennesima rissa in piazza Garibaldi: fermata una persona con un tirapugni
Coinvolto un gruppo di stranieri fuggito all’arrivo della Polizia. Gli autori della rapina in piazza Libertà potrebbero far parte della stessa banda

Ancora violenza in piazza Garibaldi a Trieste. Dopo le risse e il tentato omicidio dei giorni scorsi, giovedì attorno alle 15, dunque in pieno pomeriggio, un gruppo di persone si è picchiato in mezzo alla gente. I protagonisti sono sia afghani sia giovani di origine nordafricana. Alcuni erano alterati dall’alcol. Uno era armato: addosso nascondeva un tirapugni.
Sono stati i passanti ad allertare il 112. Sul posto è intervenuta una volante della Questura. Ma la maggior parte dei coinvolti è fuggita: non appena ha sentito avvicinasi le sirene della Polizia ha fatto perdere le proprie tracce dileguandosi lungo le vie della zona.
Ma uno degli stranieri è rimasto lì, in piazza Garibaldi, ferito seppur in modo non grave. Gli agenti lo hanno immediatamente fermato e perquisito; è così che è spuntato il tirapugni. L’arma è stata sequestrata e l’uomo denunciato. I poliziotti hanno raccolto le testimonianze dei presenti, in modo da ricostruire l’accaduto.
L’episodio si aggiunge a quello ben più grave dello scorso 3 gennaio: la rissa tra migranti afghani e marocchini scoppiata all’angolo di via Foscolo e via Parini, tra la strada, il marciapiede e le auto parcheggiate, e culminata con l’accoltellamento di un ventiquattrenne marocchino nei pressi di piazza Garibaldi. Il giovane era stato ferito sia al petto che al gluteo. Sulla vicenda sono ancora aperte le indagini del Nucleo investigativo della Polizia locale coordinato dal pubblico ministero Marco Faion. Il fascicolo è per tentato omicidio.
Il cerchio di sta ora stringendo attorno a una decina di sospettati. Potrebbero scattare vari arresti, quindi. Stando a quanto emerso, lo scontro tra i due gruppi di stranieri era scaturito per ragioni specifiche: lo spaccio di droga e il controllo della zona.
Non è affatto la prima volta che si creano situazioni del genere tra largo Barriera e piazza Garibaldi proprio per motivi del genere: l’anno scorso erano state registrate varie violenze tra bande di pusher. La più eclatante risale a gennaio di un anno fa, quando venti afghani e pachistani si erano fronteggiati a colpi di bastoni e catene davanti all’isola pedonale tra corso Saba e via Carducci, proprio davanti al nuovo bar (lo spazio dell’ex “Pizza New).
In quell’occasione erano intervenuti i Carabinieri in tenuta anti sommossa. Le indagini avevano svelato il retroscena dell’episodio: una sorta di faida tra gruppi di migranti che gestivano la vendita di stupefacenti. Dopo quel fatto si erano verificate altre liti, pestaggi, accoltellamenti e rapine. Tanto che la Prefettura aveva istituito le zone rosse; il provvedimento non era riuscito però a contrastare la criminalità della zona.
I casi si stanno adesso riproponendo con una frequenza preoccupante. Alla rissa e all’accoltellamento di piazza Garibaldi del 3 gennaio si aggiunge anche quello documentato nei giorni successivi, in piazza Libertà: un afghano e un pachistano di 21 e 22 anni erano stati feriti da una coppia di connazionali durante una rapina. I malviventi volevano rubare il cellulare a una delle due vittime.
Gli investigatori sono al lavoro per capire se gli autori dell’aggressione di piazza Libertà, di cui si sta occupando la Squadra mobile, hanno a che fare con il tentato omicidio di piazza Garibaldi e con il pestaggio di poco prima tra via Parini e via Foscolo. Non è escluso che i due rapinatori possano appartenere alla stessa banda di spacciatori violenti. L’ipotesi c’è.
Per gli agenti della Mobile non dovrebbe essere difficile individuare e identificare i responsabili visto che, da quanto risulta, sono stati riconosciuti dalle vittime nei profili Tik Tok. Le ricerche in questi giorni si sono allargate nelle strutture di accoglienza per richiedenti asilo.
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