Trieste, i posti auto di via Beirut diventano gratuiti

TRIESTE A parziale ristoro della recrudescenza contravvenzionale che ha colpito la sosta automobilistica sulla Costiera, c’è una notizia consolatoria a cura del Comune: sì al parcheggio gratis in via Beirut, quel parking che una volta era utilizzato dalla Sissa prima del trasloco in via Bonomea e che un anno fa era stato concesso al Municipio triestino in cambio di un rimborso spese mensile pari a 850 euro.
La giunta ha accolto la proposta deliberativa presentata dall’assessore al Patrimonio Lorenzo Giorgi, per cui nel 2019 «in via sperimentale» la sosta sarà libera in via Beirut, che è una stretta laterale di viale Miramare sulla destra, per chi viene dalla città, prima di raggiungere le gallerie. Gli stalli a disposizione sono una cinquantina, una volta posizionata la vettura sarà possibile avvicinarsi alla playa di Miramare percorrendo il sottopassaggio che collega via Beirut al mare. Gli orari e le modalità operative - ha spiegato Giorgi - sono allo studio degli uffici, ma in linea di massima sarà possibile utilizzare la struttura dalle 8 alle 20, mentre di notte il parking riposerà.
La scelta gratuita del Comune poggia sul precedente dell’estate 2018, allorquando mediante Esatto fu avviato il parcheggio a pagamento che però si rivelò un autentico flop. In verità via Beirut era stata pensata in funzione ausiliaria rispetto ai 70-80 posti del parking di Miramare, quindi più a sostegno del turista che non del triestino balneare. Le stesse tariffe di via Beirut erano state inizialmente tarate su quelle di Miramare, quindi 2 euro all’ora, 4 euro per 2 ore, 7 euro per 3 ore, per le ore extra il ticket saliva a 4 euro.
Ma il turista ignorò via Beirut, non immediatamente rilevabile all’occhio del foresto, e a maggior ragione il bagnante indigeno continuò a ricercare soluzioni di sosta che non avessero comportato esborsi. A luglio 2018 l’esecutivo Dipiazza, a fronte dello scarso afflusso, introdusse un prezzo massimo di 7 euro applicabile ai residenti triestini, ma - ricorda la delibera giorgiana - il coefficiente medio di occupazione rimase «molto basso». Talmente basso che il costo del personale impiegato fu «ben superiore» agli incassi effettuati.
Paradossale ma non troppo - commenta lo stesso Giorgi - la civica amministrazione perde meno soldi a consentire la sosta gratuita che a imporre un ticket con cassa automatica (l’investimento non varrebbe la candela) o con addetto appositamente preposto.
Al termine della fiera la decisione municipale soddisfa tutti: cinquanta posti auto gratis in più per sottrarsi alla multa, gestione più leggera per le casse del Comune. —
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