Trieste, la statua di Santin si fa attendere

TRIESTE Si farà in primavera la cerimonia della posa della statua del vescovo Antonio Santin a Monte Grisa. È la burocrazia la causa del rinvio dell’operazione, inizialmente prevista per l’8 dicembre. A spiegarlo è monsignor Ettore Malnati, vicario per il laicato e la cultura della Diocesi di Trieste, delegato del vescovo, monsignor Giampaolo Crepaldi, alla recente riunione, svoltasi alla presenza dei rappresentanti della Soprintendenza e che ha avuto proprio come tema il trasferimento sull’altopiano della oramai famosa statua.
«L’annuncio fatto nelle ultime settimane dal Rettore del santuario, padre Luigi Moro - spiega Malnati - che indicava la festività dell’8 dicembre per la posa del manufatto, era dettato dall’entusiasmo, ma non teneva conto delle pastoie burocratiche che, in questi casi, si moltiplicano. Trasportare una statua - aggiunge - non è operazione di tutti i giorni e implica la partecipazione di vari soggetti, diversi fra loro per competenze e ruolo, perciò le complicazioni sono all’ordine del giorno. La realtà - continua monsignor Malnati - è che i fedeli, i quali attendevano con grande emozione l’arrivo della statua a Monte Grisa, dovranno avere ancora un po’ di pazienza, prima di vedere il manufatto svettare sul piazzale del santuario mariano. A questo punto - conclude il vicario - posso rassicurare tutti che, entro la prima parte della prossima primavera, l’operazione sarà conclusa».
Intanto però, nel corso della riunione con la Soprintendenza, un nuovo elemento è stato definito: quello relativo al punto in cui il manufatto sarà sistemato. «Dopo il sopralluogo - riprende Malnati - è emerso che la localizzazione migliore è quella dell’area dove il sentiero utilizzato per le processioni, che attraversa il vicino bosco, sfocia nel piazzale da cui poi si accede alla chiesa principale. Abbiamo attentamente esaminato la situazione logistica - osserva - e abbiamo scelto quel punto per vari motivi. Innanzitutto siamo a pochi passi dall’ingresso della chiesa principale, perciò tutti coloro che arriveranno là per poi entrare in chiesa vedranno la statua. I visitatori, anche quelli animati dal solo intento di ammirare il panorama, saranno stimolati a vedere da vicino la statua. In secondo luogo, si tratta di un punto abbastanza riparato dal vento. Ma fondamentalmente - precisa monsignor Malnati - da quel sito la statua potrà guardare verso Trieste e oltre, cioè verso l’Istria, riproponendo perciò tutti quei motivi simbolici che la collocazione intende evidenziare. Infine - conclude il vicario - sembra che questa scelta sia condivisa anche dallo scultore che ha realizzato l’opera, Bruno Lucchi, il quale ha evidentemente piacere e diritto di contribuire a individuare il punto migliore per la collocazione».
Questi due o tre mesi di attesa permetteranno anche di predisporre il plinto sul quale appoggiare la statua, che necessita di una base solida in grado di resistere alla Bora e al gelo dei mesi invernali. La statua di Santin, un bronzo alto tre metri, è stata fusa a Trento e ora è parcheggiata in un’officina del Mantovano.
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