Associazioni umanitarie minacciate da un gruppo di migranti a Trieste: hanno lasciato piazza della Libertà

Le onlus sospendono le attività di volontariato dopo le intimidazioni. Il vice presidente di Linea d’Ombra Franchi: «Inaccettabile, ci prendiamo una pausa»

Gianpaolo Sarti

Le associazioni umanitarie come Linea d'Ombra e Fornelli resistenti, che offrono quotidianamente cibo e assistenza ai migranti in piazza Libertà, hanno deciso di interrompere provvisoriamente il loro servizio di volontariato dopo le minacce subite da un gruppo di migranti.

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«In questi giorni – conferma Gian Andrea Franchi, vice presidente di Linea d'Ombra – si sono verificati episodi spiacevoli e inaccettabili. Un afghano, ex detenuto, ci ha ripetutamente minacciati, ci ha aggrediti verbalmente, arrivando quasi a strattonarci. Lui e un altro suo connazionale stanno influenzando altri migranti. Un piccolo gruppo in realtà, ma la situazione è diventata problematica. Questa persona, nota alle forze dell'ordine, ci accusa di essere la causa della sua incarcerazione. Lui e l'altro stanno influenzando anche altri migranti».

«Evidentemente – continua Franchi – nella piazza gravita anche un gruppo che campa di vari traffici. C'è un mondo che non conosciamo. Per questo motivo io e mia moglie (Lorena Fornasir, presidente della onlus, ndr), in accordo con le altre associazioni che operano assieme a noi, abbiamo deciso di fermarci per una settimana. Ci prendiamo una pausa, ci riposiamo, e lasciamo un po' raffreddare le tensioni. Mia moglie sta anche poco bene, ha preso una polmonite batterica forse stando in piazza a continuo contatto con le persone. A volte basta uno starnuto...ecco abbiamo bisogno anche di riposarci».

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