Caso scolaresca a Trieste, il Pd fa muro: «Educazione civica esemplare, polemica vergognosa»
La segretaria dem Maria Luisa Paglia difende l'autonomia scolastica e i docenti di Marostica: «Uscita didattica autorizzata dagli organi collegiali e condivisa con le famiglie». Magnelli evoca il Vangelo

Il Partito democratico di Trieste si schiera accanto agli insegnanti che hanno portato i propri studenti in piazza della Libertà a Trieste, per fare esperienza diretta dei fenomeni migratori della Rotta balcanica. «Quanto sta accadendo attorno alla visita di una classe in piazza Libertà rappresenta un fatto grave, non per l’esperienza vissuta dagli studenti, ma per il livello della polemica politica che si è scelto di costruire», dichiara Maria Luisa Paglia, segretaria dei dem giuliani.
Secondo Paglia, «parliamo di ragazze e ragazzi che, accompagnati dai propri docenti, hanno preso parte a un percorso di educazione civica, solidarietà e conoscenza della realtà sociale, all’interno di un progetto scolastico condiviso secondo le procedure previste dalla scuola pubblica.
Chi conosce anche minimamente il funzionamento del sistema scolastico sa bene che i progetti educativi vengono discussi negli organismi collegiali competenti, con il coinvolgimento della componente genitori, e che ogni uscita didattica viene preventivamente comunicata e condivisa con le famiglie. Tentare di trasformare questa esperienza in un caso politico significa strumentalizzare consapevolmente dei minori per finalità propagandistiche».
Paglia, di professione insegnante, richiama il «principio dell’autonomia scolastica, che riconosce alla scuola la responsabilità educativa e didattica nel rispetto dei principi costituzionali. L’idea che una parte politica possa interferire nei percorsi educativi fino a invocare l’intervento del ministro dell’Istruzione perché alcuni dodicenni hanno vissuto un’esperienza di solidarietà civile è un fatto che desta profonda preoccupazione. Chi si dice scandalizzato da alcuni ragazzi che portano un panino a persone in difficoltà dovrebbe spiegare ai cittadini perché quelle persone continuano a vivere in strada, senza risposte strutturali, senza accoglienza dignitosa, senza soluzioni».
Silvano Magnelli, presidente dell’assemblea provinciale Pd, si richiama al Vangelo («Avevo fame e mi avete dato da mangiare») e ai principi di solidarietà espressi nella Costituzione: «Come cittadini fedeli alla Costituzione e, per chi crede, ai dettami del Vangelo, rimaniamo sorpresi di come esponenti politici che governano la città e la Regione abbiano risposto sdegnati verso il progetto educativo formatosi in una scuola elementare e suffragato dai genitori di quei ragazzi di quinta elementare. I ragazzi preparati a dovere dai docenti hanno reagito diversamente, manifestando gioia in questa azione collettiva educativa strutturata».
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