Trieste, picchia la nonna per comprarsi la droga

TRIESTE Il bisogno di una dose può spingere a gesti davvero crudeli. Anche a picchiare a sangue la nonna, senza alcuna pietà umana. È una storia di straordinaria follia quella capitata tra i muri di casa in un rione popolare. Una storia di miseria, violenza e tossicodipendenza.
La vicenda, che risale a circa un anno fa, è approdata in questi giorni in tribunale: l’aggressore, un triestino di ventinove anni, finirà sotto processo. La giustizia è pronta a presentargli il conto.
È metà agosto dell’anno scorso quando D.M. (queste le iniziali dell’imputato) è a caccia di soldi per comprare della droga. Non li trova da nessuna parte: nessuno evidentemente è più disposto a prestarglieli. Non gli amici o altri conoscenti. Non resta che provare con un familiare: la nonna ottantenne. Con cui, peraltro, convive.
Il ventinovenne entra nell’appartamento e comincia a domandare denaro alla donna. «Mi dai 50 euro? Dai dammi 50 euro». Di fronte al comprensibile rifiuto della signora, il giovane s’infuria. Insiste. E partono le parole pesanti: offese e urla a ripetizione. L’anziana ha paura. Il passo per qualcosa di più grave è breve.
Il ragazzo inizia a insultare l’ottantenne arrivando a minacciarla. Ma non si ferma. Cieco da quel malato bisogno di sballarsi, sferra una testata in faccia alla nonna. Poi le sputa addosso e scaglia per terra il cestino della frutta.
In casa c’è anche il marito della vittima, ultra ottantenne. Vede tutto, ma non riesce a difendere la moglie. Tenta però di chiamare le forze dell’ordine. Il nipote se ne accorge: «Se lo fai, se telefoni ai carabinieri - grida all’uomo -, vedrai cosa vi succede».
I due nonni sono terrorizzati. La signora, dolorante, non si capacita di tanta violenza. Non capisce come possa scaturire tanto odio dal nipotino che ha visto crescere e che, in qualche modo, ha cercato di allevare. Forse non sa nemmeno che il ragazzo si droga.
Il ventinovenne però ottiene quanto cercava: prende i 50 euro e se ne va. Non si sa se l’indagine è scattata perché i due coniugi hanno poi allertato i soccorsi o perché, in ospedale, i medici si accorgono che l’anziana signora è stata barbaramente picchiata. Quel che è certo è che il caso arriva in Procura. Il pubblico ministero Matteo Tripani dispone la richiesta per il rinvio a giudizio. Il giudice per le indagini preliminari, Luigi Dainotti, accoglie la domanda formulata dal pm e spedisce l’aggressore a processo.
L’udienza preliminare si è tenuta l’altro ieri in tribunale. La prossima è fissata per novembre.
Il ventinovenne attualmente è sottoposto alla misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare: in attesa della conclusione del processo, non può avvicinarsi ai nonni.
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