Trieste, riparte l'«Occhio di Massimiliano»: Molo IV pedonale e verde al posto dell'ex Tripcovich
Il progetto dell'architetto Kipar entra nella Conferenza dei servizi. L'assessore Lodi punta all'avvio dei lavori a inizio 2027 per il nuovo Passaggio Libertà

L’“Occhio di Massimiliano” esiste ancora, il sogno dell’architetto Andreas Kipar è ancora vivo e l’iter per vederlo realizzato è ora pronto a ripartire. Il progetto di fattibilità si appresta infine a essere sottoposto alla Conferenze dai servizi, con l’obiettivo di avviare il cantiere in piazza Libertà entro il mandato: ridisegnerà l’area tra la stazione e i varchi del Porto Vecchio, costituendo il nuovo “Passaggio Libertà” in connessione visiva con i corridoi di hangar e Molo IV, a sua volta in procinto di diventare una piazza interamente pedonale.
L’ultimo tassello
A distanza di quattro anni dall’abbattimento dell’ex Tripcovich, i tasselli attorno a largo Santos iniziano pian piano ad andare al loro posto. I primi render dell’architetto di Gelsenkirchen erano stati presentati già a inizio 2024, ma perché quelle immagini ricolme di verde potessero concretizzarsi serviva attendere gli sviluppi degli altri cantieri in corso nell’antico scalo. Il progetto di Kipar dovrebbe infatti incrociare i due assi del viale monumentale e del parco lineare, la cui inaugurazione è prevista a inizio 2027, con una passerella che da piazza Libertà condurrà attraverso i varchi portuali fino alla foce del Chiave, zona oggi anch’essa accantierata.
L’Occhio di Massimiliano
Con il progressivo avanzare dei tre interventi, la giunta comunale si appresta ora ad avviare l’ultima delle opere pubbliche previste per Porto Vecchio, andando a realizzare quel “Passaggio Libertà” (finanziato con 2,7 milioni da fondi regionali) che dovrebbe costituire una sorta di cerniera tra lo scalo asburgico e il centro. I lavori – che l’assessore ai Lavori pubblici Elisa Lodi conta di poter affidare a inizio 2027 – andranno a produrre una sorta di “micropaesaggio” nell’area dell’ex Tripcovich, con rocce, vegetazione e alberature tipiche dell’habitat locale; nella zona attorno si provvederà al rifacimento della pavimentazione, dell’illuminazione e alla realizzazione di un collegamento ciclabile tra le Rive e la stazione. Al centro di quella che oggi è una spianata di ghiaia vi sarà il famoso “Occhio di Massimiliano”, un monolite di roccia carsica per il quale già due anni fa era stata presentata una candidatura (un blocco in marmo estratto dalla Cava Romana di Aurisina).
Coma cambia largo Santos
Il progetto prevederà anche un generale riassetto della viabilità in prossimità della stazione, costituendo un primo punto di accesso a Porto Vecchio. Chi arriverà in auto da viale Miramare o piazza Libertà si troverà a costeggiare l’installazione di Kipar, fino a raggiunge i varchi monumentali. L’altro ingresso, per chi arriverà dalle Rive, sarà invece costituito dalla bretellina parallela a corso Cavour, oggi unico punto di accesso al Molo IV.
Molo IV diventa pedonale
La banchina diventerà a sua volta una piazza pedonale. La spianata d’asfalto fino a due anni fa adibita a parcheggio verrà ripavimentata e abbellita con aiuole, cespugli e alberature isolate. Tutta la piazza del Molo IV sarà percorribile liberamente e lambita da percorsi ciclopedonali. Uno spazio rinnovato cui, per il momento, mancherà un tassello, considerando come parte del Molo IV – almeno in teoria – dovrebbe o avrebbe dovuto ospitare la stazione Trieste della cabinovia: a seconda del destino del progetto si valuterà cosa farne.
I percorsi in Porto Vecchio
Dal Molo IV in direzione Barcola le auto scorreranno dunque sulla bretella (il corridoio più interno, lato città), mentre in senso opposto ci si muoverà lungo il viale monumentale, parallelo al parco lineare. I due cantieri, come accennato, dovrebbero concludersi in primavera, ma il Comune sta valutando di procedere intanto con aperture parziali già nei mesi a venire, partendo dal tratto settentrionale. Anche dopo l’inaugurazione, tuttavia, le auto non potranno percorrere sin da subito il viale monumentale nella sua interezza: questo perché al tracciato mancherà un ultimo pezzo, il tratto appena prima di entrare in Molo IV.
Il passaggio del Chiave
Come anticipato, quello spiazzo risulta completamente sventrato dal cantiere della Regione per la riqualificazione del torrente Chiave, un intervento lungo e complesso nei mesi scorsi passato attraverso una fase di sospensione causata dal crollo imprevisto delle volte del vecchio viadotto. Il passaggio da una ditta all’altra dovrebbe avvenire non prima del prossimo marzo, e fino ad allora non si potrà procedere oltre con il completamento dei corridoi. Nell’attesa di ciò, la soluzione allo studio è quella di creare un percorso alternativo che dalla fine del viale condurrà al Molo IV e quindi alle Rive lungo la banchina, così da garantire almeno la continuità dei percorsi pedonali e ciclabili. L’assessore Lodi è positiva: «Nei prossimi mesi ultimeremo cantieri importanti, che costituiranno il futuro della città in una zona strategica recuperata. L’impegno è volto a portarli a termine con l’inizio del prossimo anno, e cominciare a entrare nel vivo di quest’area partendo dal garantirne l’accesso pedonale e ciclabile».
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