Trieste, terzo capriolo morto nel laghetto di Miramare

TRIESTE Macabra scoperta ieri per chi visitava il parco del castello di Miramare. Intorno alle 13 è stato rinvenuto un altro capriolo morto dentro al laghetto un tempo popolato dai cigni. Il personale di servizio del castello è stato avvertito e di lì a poco i guardiacaccia della polizia ambientale della Provincia hanno provveduto a recuperare la povera bestiola senza vita.
«Era un esemplare maschio di circa un anno e mezzo - fa sapere il vicepresidente della Provincia con delega alla Fauna selvatica, Igor Dolenc - verosimilmente finito in quel laghetto perché spaventato da qualcosa e poi annegato».
Un episodio purtroppo non isolato nel parco di Miramare che quest’anno ha registrato il ripetersi di situazioni analoghe, con animali selvatici in difficoltà o morti nella acque del laghetto e delle fontane. Lo scorso 5 luglio, al mattino, i primi visitatori si erano accorti di un povero capriolo senza vita nelle acque della fontana che si trova davanti al bar, in un’area decisamente poco curata e che richiederebbe urgenti lavori di sistemazione.
Un altro capriolo annegato era stato recuperato nella stessa fontana il 15 agosto. È andata meglio ad un esemplare femmina finito nel laghetto dei cigni il 20 luglio e recuperato ancora in vita dal personale dell’Enpa. Stremato tentava invano di uscire senza riuscirci, è stato poi liberato. Il 2 novembre, pochi giorni fa, sempre l’Enpa con l’aiuto dei vigili del fuoco ha recuperato e liberato dal laghetto dei loti di Miramare un esemplare femmina.
Il parco del castello è dunque sempre più popolato di animali selvatici che entrano da via Beirut come pure dal parco di villa Hausbrandt, oggi disabitata, e con il recinto divelto in più punti. Caprioli e cinghiali si sono creati dei varchi. I bordi degli specchi d’acqua che gli animali trovano sono pressoché perpendicolari al terreno. Lisci, infidi per l’ingenuità dell’animale, che una volta caduto non ha più la possibilità fisica di risalire. Può solo nuotare finché le forze lo reggono a galla.
Qualcuno sostiene che la chiusura di alcune fontane sistemate nella parte più alta del parco spinga gli animali a scendere verso il laghetto. «In questa stagione non entrano certamente in acqua per rinfrescarsi - osserva invece il referente regionale dell’Enpa, Gianfranco Urso -. Semplicemente scivolano dentro a laghetti o fontane e poi non riescono ad uscire e riconquistare la libertà».
«Come abbiamo più volte suggerito, sarebbe bene sistemare delle semplici passerelle in legno nelle fontane e delle pietre nel laghetto dei cigni e in quello dei loti del parco per permettere alle bestiole di risalire sulle sponde. Se ci sono problemi finanziari per sistemare quattro masegni in stile e un paio di passerelle - conclude Urso - lo facciamo a nostre spese».
«Purtroppo non possiamo scavalcare l’amministrazione del castello e del parco di Miramare - spiega il vicepresidente della Provincia, Dolenc - faremo presente la questione e le possibili soluzioni al nuovo direttore del parco».
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