Trieste, urla, calci e tavolini rovesciati: gruppi di maranza seminano il caos in piena notte
Un gruppo di giovanissimi ha messo a soqquadro tutto e ripresto la scena con gli smartphone. Residenti esasperati dai raid dei minori: «Scene che si ripetono, tra danni e aggressioni».

Urla, calci alle serrande. Tavolini danneggiati, sedie scaraventate per terra. E ancora urla. Il tutto a favore di telefonini per filmare e aumentare di più il momento di esaltazione collettiva. Per poi, chissà, vomitarlo sui social.
Siamo nella parte bassa di via Belpoggio, stavolta, nei pressi dell’incrocio con via del Lazzaretto Vecchio, zona Rive di Trieste: è qui che un nutrito gruppo di ragazzini sabato notte si è dato appuntamento per seminare il caos. Si tratta dei ben noti maranza, stando alle forze dell’ordine, già protagonisti di numerosi episodi di vandalismo, rapine, accoltellamenti, risse e pestaggi. Molti di loro sono minorenni o poco più che maggiorenni.
Sabato, poco dopo la mezzanotte, si sono posizionati davanti al buffet “Al Spaceto”. L’enoteca a quell’ora era abbondantemente chiusa, ma quindici adolescenti si sono posizionati davanti all’ingresso occupando il tratto di marciapiede. Man mano che la bravata proseguiva il numero successivamente è salito arrivando attorno alla ventina. La banda si è messa a gridare, a cantare e a scagliarsi contro la serranda prendendola ripetutamente a pedate. Alcuni dei protagonisti erano visibilmente alterati, probabilmente dall’alcol.
Nessuno dei giovani si è accorto che non erano solamente loro a filmare con gli smartphone, c’era pure un residente. Il tutto, dunque, è stato ripreso nella sua interezza dalle finestre di un condominio e ora è all’attenzione della Questura.
La confusione ha tenuto svegli i residenti, compresi gli anziani di una casa di riposo situata nelle immediate vicinanze. Naturalmente c’è chi ha allertato il 112, ma quando la Polizia è piombata sul posto, i ragazzini si sono dileguati facendo perdere le proprie tracce. Il video servirà per identificarli e circoscrivere eventuali responsabilità di carattere penale, considerando i danni e il prolungato disturbo notturno alle quiete pubblica.
Il gestore dell’enoteca, Gianni Varini, si è sfogato con un post pubblico: «Andavamo anche noi da giovani in giro al venerdì e al sabato sera. L’unica differenza è che noi si andava a cercar ragazze e divertimento e non a rompere i c... prendendo a calci le serrande del locali svegliando il vicinato. Siete e resterete una generazione povera con dei genitori che non vi hanno saputo educare o che non si rendono conto di che figli hanno partorito».
Non è la prima volta che si assiste a un episodio del genere di notte o a tarda sera in via Belpoggio e lungo via del Lazzaretto Vecchio. Il titolare dello “Spaceto”, quando apre di mattina, spesso deve prima fare la conta dei danni. Deve raccogliere bottiglie, cocci di vetro e cartoni di pizza. Succede soprattutto nei fine settimana. Ma nei mesi estivi il problema è più frequente ancora.
«Sono due anni, ormai, che io e chi abita qui siamo costretti a sopportare questa situazione», afferma Varini. «Io sono qui dal 1996, quindi sono trent’anni che lavoro, e mai mi era capitato di dover fronteggiare tutto ciò... è ora di finirla, ma credo che non finirà. La Prefettura e la Questura devono fare qualcosa di concreto, non si può andare avanti in questo modo. A sessant’anni cosa dovrei fare? Venire io in strada di notte? Non so più cosa fare – aggiunge – anzi, francamente saprei bene cosa fare, ma poi passerei dalla parte del torto. Ho telefonato al sindaco Dipiazza, spero intervenga. Ma anche lui cosa può fare?».
Il suo è uno sfogo. Lo scoramento di un imprenditore che, dinnanzi a un fenomeno del genere, si trova totalmente disarmato. Lui e i residenti della zona chiedono la presenza costante della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Polizia locale. Controlli, pattugliamenti. Identificazioni. Denunce. Arresti. «Un vicino mi ha detto che ha chiamato la Polizia... ma le volanti sono arrivate dopo due ore... e questi ragazzini sono scappati», sottolinea il ristoratore.
Non c’è conferma ufficiale di questo ritardo nell’intervento (fin qui presunto), ma la Questura è ampiamente informata e promette di essere più presente.
Mercoledì i clienti del locale si sono recati nel buffet del signor Varini per manifestare a lui e ai suoi colleghi la propria solidarietà per quanto successo sabato notte. Francamente non tira buona aria. La gente è frustata e arrabbiata. «Ricordate cosa era successo la scorsa estate a Muggia, dopo che un gruppo di maranza aveva picchiato a sangue un ragazzo muggesano spaccandogli la mandibola e mandandolo all’ospedale? Lo avevano pestato in gruppo», incalzava ieri uno degli avventori ripercorrendo un grave fatto effettivamente accaduto nei mesi scorsi. «Ecco... il giorno dopo si è presentato il papà di questo ragazzo assieme ad alcuni suoi amici, gente del giro Ultras... hanno dato una bella lezione a quei maranza. Bisogna stare attenti, perché se la Polizia non c’è, se la Polizia non controlla e non contrasta in modo duro e determinato questa situazione, la gente si farà giustizia da sola». Questo è il tenore dei discorsi che si sentono in giro dinnanzi a fatti di questo tipo: il vandalismo e la violenza giovanile, come si è visto peraltro anche nei giorni scorsi con l’aggressione armata all’esterno della scuola Fratelli Fonda Savio, aumentano. E preoccupano.
Oltre alla frustrazione e al senso di impotenza, per un locale come il buffet di via Belpoggio ci sono anche i danni. I tavolini rotti, le sedie e le piante scaraventate hanno un costo.
C’è poi il disturbo della quiete pubblica. Ma anche le risse, il consumo e lo spaccio di droga. Via del Lazzaretto Vecchio è stata numerose volte teatro di aggressioni, iniziate tra via Torino e piazza Venezia, e finite anche nel sangue. —
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