Triestina calcio – Vicenza: torna l’ipotesi di giocare a Fontanafredda

Per la Triestina non ci sono le condizioni per giocare al Rocco: in arrivo la sentenza della LegaPro

Laura Tonero

TRIESTE La Triestina e i suoi tifosi sono sempre più vicini alla prospettiva di dover affrontare il quarto viaggio verso Fontanafredda. Lunedì è stata una lunga giornata di dubbi, per capire se la sfida con il Vicenza di venerdì prossimo si giocherà al Rocco o, di nuovo, allo stadio Tognon.

In serata il dilemma non era ancora stato risolto: si resta ancora in attesa che la LegaPro accolga o meno le indicazioni arrivatele da Trieste. Le prossime ore serviranno a svelare il campo di gioco.

La Triestina, valutate le condizioni del campo dopo le abbondanti piogge di domenica scorsa, ha comunicato appunto alla Lega, così come al Vicenza, che a suo parere non ci sono le condizioni di sicurezza - e quindi di garanzia per l’incolumità dei calciatori - per poter giocare. Questo anche tenendo conto delle previsioni meteo per i prossimi giorni.

Il terreno dello stadio Rocco, sul quale dopo il concerto dei Måneskin dello scorso 16 luglio è stato posato il nuovo manto erboso, non gode di un buon drenaggio. Qualcuno reputa non sia stato trattato nella dovuta maniera prima della posa delle nuove zolle. Altri sostengono ci fossero già dei problemi precedenti. Fatto sta che «quando piove è come se l’acqua cadesse su delle piastrelle», aveva commentato l’entourage della Triestina dopo uno degli ultimi sopralluoghi. Una condizione che rende più difficile per le zolle attecchire al terreno.

Quindi dopo l’acquazzone di domenica scorsa, la Triestina ha valutato troppo precarie le condizioni del campo, proponendo a malincuore di disputare la partita “in casa” al Tognon.

A questo punto la Lega – che ricordiamo aveva dato il via libera per la ripresa del gioco sul campo del Rocco, con parere favorevole anche dell’esperto agronomo ingaggiato dal Comune Giovanni Castelli – o avvalla la richiesta della Triestina, comunicando direttamente che il match di venerdì prossimo si giocherà a Fontanafredda, oppure in queste ore invierà un suo perito direttamente a Trieste a valutare le condizioni del campo. Assumendosi però in quel caso la responsabilità se qualcosa dovesse andare storto.

Sta di fatto che mancano tre giorni e ancora non ci sono certezze sulla destinazione di una partita, tra l’altro molto sentita dai tifosi, molto attesa, trasmessa in diretta televisiva.

«È una desolazione», commenta Michele Bertocchi, presidente del Triestina Fan Club Bar Capriccio, la cui petizione »Certezze per l’Unione ha raggiunto le 1.200 sottoscrizioni: «Una dura prova per i tifosi, senza contare che se si gioca ancora a Fontanafredda non sappiamo neppure con che modalità intendono gestire la tifoseria». Ovvero, «se decidono di far disputare la partita a porte chiuse o di far accedere i supporter dell’Unione. Quindi non riusciamo neppure a organizzarci per la trasferta. E noi che abbiamo anche il servizio di biglietteria siamo bloccati. Non ho parole».

Da indiscrezioni risulta che per domani sia in programma una riunione del Gos a Pordenone – proprio nella prospettiva che la partita si disputi al Tognon – e che si stia valutando di adottare le stesse modalità decise per la partita con il Mantova, quindi con i biglietti riservati al settore ospiti venduti solo ai residenti nella provincia di Vicenza. Si vedrà.

Tra l’altro, ad attendere la decisione per poter predisporre l’adeguato servizio sono anche le forze dell’ordine, e ovviamente i Comuni di Fontanafredda, Pordenone e Trieste. Da quello di Trieste, ieri sera, non è stato possibile ricevere informazioni in merito nonostante ripetute telefonate sia al sindaco Roberto Dipiazza che all’assessore allo Sport e all’Impiantistica sportiva Elisa Lodi.

Aldilà della partita del prossimo 20 ottobre, restano poi da valutare nel complesso le condizioni del campo del Rocco. Tra le possibilità sul tavolo – non è escluso questo sia stato uno dei punti discussi nella commissione permanente riunitasi in Regione e a cui hanno preso parte oltre al presidente Massimiliano Fedriga, anche Dipiazza e i vertici della Triestina – anche la completa rizollatura del campo. Il governatore infatti dopo l’incontro aveva parlato di «soluzioni durature e non rattoppi». «È l’unica via d’uscita – valuta ancora Bertocchi – ma bisognava già avviarla, così da dare un senso a questa lunga agonia e interromperla».

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