Tutela del Carso, incontro transfrontaliero
SGONICO. Utilizzare risorse finanziarie europee per rilanciare il territorio in chiave turistica, economica e occupazionale. È il punto di partenza dal quale partirà il Gruppo europeo di cooperazione territoriale (Gect), la persona giuridica composta dai Comuni italo-sloveni nell’ambito del progetto strategico "Carso-Kras", finanziato dal Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali. Nella sala consigliare di Sgonico il sindaco Mirko Sardoc ha ospitato i rappresentanti di altre sei realtà amministrative: Fulvia Premolin (Dolina), Nerio Nesladek (Muggia), Vladimir Kukanja (Duino Aurisina), Marko Pisani (Monrupino), Davorin Tercon (Sesana), Emil Grmek (Comeno). Assenti (giustificati) i Comuni di Trieste, Divaccia e Hrpelje-Kozina. In quello che di fatto è stato il quinto incontro valido per il forum dei sindaci dei Comuni del Carso sono emerse le diverse questioni che le varie amministrazioni comunali devono affrontare, su tutti le problematicche di carattere logistico sul Carso e i loro "effetti su macro-micro livelli di vita" quali infrastrutture ferroviarie, viabilità, sviluppo delle infrastrutture economiche e tutela delle fonti energetiche ecocompatibili e rinnovabili. Tra i punti critici anche le aree protette Natura 2000 e le altre direttive europee nell'ambito della tutela dell'ambiente naturalistico. Il primo cittadino di Dolina Premolin ha messo in risalto l'ottima sinergia con i comuni istriani sloveni e croati. E su tale punto il sindaco muggesano Nesladek, ribadendo l'estesa contrarietà al rigassificatore, ha auspicato un allargamento del Gect alla fascia costiera slovena, in attesa dell'entrata dell'Ue della Croazia. (r.t.)
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