Ultimi inghippi burocratici: a giugno giù l’Hippodrome

MONFALCONE Se sarà davvero la volta buona, lo scopriremo solo tra un mese. Ma secondo l’assessore all’Urbanistica Massimo Schiavo, ci siamo quasi. «A giugno confido di veder cadere giù tutto», dice. E lo confida o meglio lo spera vivamente anche il rione, da troppi anni costretto a convivere con la grande bruttezza dell’ex discoteca Hippodrome: un tempo (lontano ormai anni luce) paese dei balocchi per gli amanti di techno e house, oggi pista da ballo solo per ratti e sbandati, che sui gradini esterni si danno alle smodate bevute.
Stando agli ultimi pronostici il fatiscente edificio si sarebbe dovuto abbattere tra fine 2015 e inizio 2016. Ma la burocrazia si è “mangiata” quasi tutto il primo semestre e l’ex Hippodrome sta ancora lì, con le inferriate arrugginite ai varchi - per impedire ulteriori accessi abusivi -, le geometrie variabili dei murales, l’immondizia abbandonata ai quattro cantoni. Cosa è successo in questi mesi? Se l’è chiesto anche l’amministrazione comunale, che comunque, almeno a detta dell’assessore Schiavo, sta col fiato sul collo della società veneta Cinquestelle, proprietaria dell’area. E per vederci chiaro, ma soprattutto per esercitare un severo pressing, la scorsa settimana, ha convocato un incontro in municipio.
«Lo avevamo fissato - spiega Schiavo - anche per risolvere alcune imperfezioni formali nel deposito degli atti propedeutici all’abbattimento». La Cinquestelle, infatti, anziché avanzare in Comune, come avrebbe dovuto, la Scia, cioè la Segnalazione certificata di inizio attività entrata in vigore il 31 luglio 2010, ha presentato la Dia, vale a dire la Denuncia di inizio attività, per la maggior parte dei casi sostituita dalla prima proprio in virtù del provvedimento di sei anni fa, anche se può esser ancora utilizzata, per esempio nelle varianti in corso d’opera. Un’impasse comunque facilmente ovviabile, attraverso la presentazione di nuovo incartamento per completare la pratica.
«La situazione che invece destava in noi maggiore perplessità - prosegue Schiavo - era la richiesta di integrazioni avanzata dalla Regione e finora ancora non esaudita dalla società. Di qui la convocazione in Comune». Un passo indietro. L’ente presieduto da Debora Serracchiani, secondo quanto reso noto dall’assessore all’Urbanistica di Monfalcone, ha da un punto di vista paesaggistico autorizzato l’abbattimento del rudere, ma simultaneamente ha richiesto un’integrazione della documentazione. Nella fattispecie la ricognizione sullo stato delle alberature esistenti. E siccome vicino all’ex Hippodrome non c’è un bosco, ma un filare di piante si intuisce che l’operazione non può considerarsi particolarmente complessa.
«Abbiamo voluto parlare con la società per capire come mai non desse corso all’integrazione, così da verificare il mantenimento dei propositi - ancora Schiavo -: la Cinquestelle ci ha confermato la volontà di demolire l’ex Hippodrome e dunque ho dato mandato ai nostri uffici di seguire quotidianamente questa pratica. Ormai ritengo manchi davvero poco: siamo al dunque. E per giugno spero l’edificio vada giù». Nei programmi, al posto del rudere di cemento che si affaccia su piazzale Atleti azzurri d’Italia e la trafficatissima via Arrigo Boito dovrebbe sorgere un nuovo complesso commerciale. Di taglia “media”, ché sul formato maxi Monfalcone ha abbondantemente dato. La destinazione è compatibile a quella fissata sul Piano regolatore comunale.
L’intervento, che appunto partirà con l’abbattimento, vedrà anche il riordino del parcheggio adiacente la vecchia discoteca, con l’obiettivo di rendere fruibile l’area a servizio dei campi sportivi, destinata a passare in mano al Comune. Anche per gli spazi sul retro vanno sistemati. In questi anni l’ex Hippodrome è diventato un monumento del degrado: da ricettacolo di ratti a fragile riparo notturno per gli “ultimi”. C’è chi l’ha usato e lo usa tuttora come luogo di consumo di cannabis e alcol oppure discarica di immondizie. La patata bollente dell’ex discoteca si trascina da un paio di amministrazioni. Speriamo che giugno porti novità.
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