Ultimo saluto a Gianni Visintin tra la folla e il rombo della moto

Commossa partecipazione a Gradisca per il commiato al 55enne autista di Isontina Ambiente deceduto sulla ex 56 bis

GRADISCA. Il rombo della sua adorata moto da enduro, a salutare l’arrivo e la partenza del feretro. Quasi un canto laico, un ruggito contro quel destino beffardo che se l’è portato via così presto e in un modo così assurdo. Tutto attorno, quasi in cerchio, i colleghi di Isontina Ambiente, molti in divisa da lavoro. E un corteo di altre motociclette, quelle degli amici e dei compagni del Moto Club “Pino Medeot” per il quale ha vinto anche dei titoli importanti, come a scortare l’amico nel suo ultimo tratto di strada.

Il piazzale della chiesa di San Valeriano, a Gradisca, ha salutato così Gianni Visintin, il 55enne goriziano rimasto vittima di un terribile incidente stradale nei giorni scorsi, all’altezza del ponte sull’Isonzo della ex 56 bis che da Sant’Andrea porta a Mossa, a bordo del camion su cui lavorava. Impossibile, per la seppur grande chiesa gradiscana, contenere tutto il dolore e lo scoramento: in primis quello della mamma Edda, della compagna Debora, della sorella Claudia e del fratello Franco.

Debora e i familiari hanno dedicato a Gianni alcune parole, con il celebrante – il parroco don Gilberto Dudine – a prestare loro la voce: «Eri sempre sorridente. La semplicità ti rendeva felice: raccontavi della tua ultima vittoria, al campionato Triveneto, della tua nuova casa, e gli occhi ti brillavano di felicità. Questo ti rendeva il grande uomo che sarà impossibile dimenticare».

Nella sua omelia, don Dudine ha proseguito: «La costante nella vita di Gianni è stata la strada. Che fosse la strada percorsa per lavoro, fino alla tragedia che conosciamo, la strada percorsa in moto, ma anche la strada percorsa per arrivare a quel traguardo cui teneva tanto, la nuova casa che era il suo orgoglio. Ha vissuto una vita semplice e piena, la cui luce non può essere spenta e vive nel cuore dei tantissimi cui ha voluto bene». –

L.M.

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