Un “Calligaris bis” per gli industriali

TRIESTE. Le perplessità friulane su una presidenza triestina a Confindustria regionale, ma anche il passo indietro di Sergio Razeto, che avrebbe rinunciato, fanno spuntare una nuova ipotesi. Complessa, perché si tratta di modificare lo statuto dell’associazione, ma non impraticabile a quanto emerge dalle trattative degli ultimi giorni. Alessandro Calligaris, il presidente in carica, potrebbe restare in sella per altri due anni, il tempo di lavorare sull’unificazione regionale delle quattro territoriali. Uno dei suoi “pallini”. A quel punto dovrebbe toccare a Michelangelo Agrusti.
«Non posso essere riproposto, a meno che non si cambi lo statuto», dice Calligaris. Possibile? «Dipende dalle volontà» aggiunge, senza escludere un rinnovo. Di cui si parla anche nelle segrete stanze, questo è certo. E che al diretto interessato non dispiacerebbe. Quel ruolo, un po’ ostico all’inizio, gli è servito per incassare apprezzamento sostanzialmente unanime. Calligaris guida l’associazione dal 2009. Fu chiamato alla scomparsa di Adalberto Vadluga, quando nessuno dei big accettò. Lo statuto degli industriali Fvg, approvato nel 2004 dalla giunta, con successive minime modifiche nel 2007 e nel 2011, è chiarissimo: «Il presidente – si legge – dura in carica quattro anni, scade negli anni dispari e non è immediatamente rieleggibile per un altro mandato dopo quello della prima elezione». Di qui la necessità di una modifica, quella di cui parla lo stesso Calligaris, per potersi riaffidare nuovamente la presidenza, seppure per un tempo limitato, all’imprenditore del mobile. Saranno i saggi, al lavoro per la consueta consultazione del mondo industriale, a valutare se la conferma dell’uscente sia la miglior soluzione possibile. Quel che è certo è che, si andasse verso il Calligaris bis, Confindustria si orienterebbe nella direzione dell’aggregazione regionale. Una strada indicata in primis dall’industriale friulano. «Si tratta di unificare i servizi per poter ridurre i costi del nostro sistema», diceva Calligaris nei giorni scorsi. E ancora: «Siamo una regione piccola come dimensione ed è questa l’occasione per creare una realtà più snella ma capace di dare comunque risposte rapide alle esigenze degli associati. Credo che quattro strutture distribuite sul territorio non siano più necessarie alla gestione dei servizi». Tra due anni toccherebbe quindi ad Agrusti, proprio alla scadenza da Unindustria Pordenone, prendere il mano il testimone. Intanto a Udine, dove pure si è al cambio della guardia in Confindustria, pare vicina l’investitura di Luigi De Puppi. L’amministratore delle Ferriere Nord di Osoppo, uno dei centri chiave dell’industria friulana, è stato recentemente eletto, nell’associazione provinciale, capogruppo delle “Metalmeccaniche” (216 aziende iscritte con 14.156 dipendenti), frutto della fusione dei gruppi “Meccaniche” e “Siderurgiche, metallurgiche e fonderie”.
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