Un esposto in Procura dell’avvocato Giadrossi Dalla Costa: valuteremo

«Ritengo che ci siano tutti gli elementi per aprire un procedimento penale riguardo la vicenda della Val Rosandra. Chiederò alla segreteria nazionale del Wwf di attivarsi anche da questo punto di...
Foto BRUNI TRieste 31.03.12 Val Rosandra:lo scempio causato dalla protezione civile
Foto BRUNI TRieste 31.03.12 Val Rosandra:lo scempio causato dalla protezione civile

«Ritengo che ci siano tutti gli elementi per aprire un procedimento penale riguardo la vicenda della Val Rosandra. Chiederò alla segreteria nazionale del Wwf di attivarsi anche da questo punto di vista. Nei prossimi giorni presenterò un esposto denuncia alla procura di Trieste».

Le parole sono di Alessandro Giadrossi, avvocato, ma anche presidente del Wwf di Trieste. Dice: «Se il taglio degli alberi avesse riguardato un terreno privato credo, che con quello che è successo, sarebbe già stata sequestrata l’area. Il danno è grave come hanno rilevato esperti di chiara fama come Dario Gasparo, Livio Poldini e Nicola Bressi. Addirittura è stato sbagliato anche il periodo per effettuare quel tipo di intervento».

Il procuratore della Repubblica Michele Dalla Costa dichiara: «Verificheremo i fatti, le competenze e le procedure».

Poi precisa: «Valuteremo la situazione, perché ormai il taglio (ndr, agli alberi) è stato fatto. Dalle notizie pare che sia stato finalizzato alla pulizia dell’alveo ddel fiume e l’Italia è sempre a rischio idrogeologico».

Ripete: «Valuteremo i fatti, poi potremo parlare».

Domani intanto, dopo le segnalazioni, il procuratore esaminerà i primi elementi dai quali potrebbe scaturire l’indagine. Elementi che saranno integrati dall’esposto denuncia del Wwf consentendo così l’apertura di un fascicolo al momento a carico di ignoti.

In una nota a firma dello stesso Giadrossi si legge: «L’intervento della Protezione civile regionale in Val Rosandra era ingiustificato ed errato. È avvenuta la distruzione della vegetazione ripariale, lungo un tratto del torrente Rosandra, con deturpamento ingiustificato dei suoi valori paesaggistici e alterazione ambientale di un’area tutelata naturalisticamente e paesaggisticamente, ricompresa nell’omonima Riserva naturale. Sono stati tagliati molti alberi anche di grandi dimensioni (pioppi bianchi del diametro di 90 cm, ontani neri, salici, ecc.) ed è stato compromesso l'habitat della “foresta a galleria” che garantiva ombreggiamento e ossigenazione alle specie ivi presenti, con disturbo all’avifauna quale picchio rosso maggiore, picchio verde, ballerina bianca e gialla, merlo acquaiolo». Continua: «È stato distrutto dal passaggio dei mezzi il sito di riproduzione della Rana ridibunda. L’intervento, inoltre, è avvenuto nel periodo riproduttivo per l’avifauna e gli anfibi Un intervento che, come attuato, era ingiustificato dal punto di vista idraulico». (c.b.)

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