Un giro di qualche ora fra le vie del centro: «Città molto tranquilla e indicazioni efficaci»

Daniele: «Torno sempre volentieri qui, ogni volta scopro qualcosa»  Per Gianluca e Elisa invece «a San Giusto dovrebbe esserci più cura» 
Ugo Salvini

LE VOCI

Ugo Salvini

Le Rive inondate da un sole abbacinante, sulle quali un leggero borino rappresentava l’unica fonte di refrigerio. Due grandi navi da crociera, la Costa Deliziosa e la Msc Splendida, attraccate, come non accadeva dal 2019, ai fianchi della Stazione Marittima, tanto da farla apparire un piccolo edificio. Così si presentava ieri Trieste ai passeggeri delle due unità, scesi a terra per utilizzare il tempo a loro disposizione per una rapida visita alla città. Un’occasione utile per registrare gli umori di chi si mette in viaggio in questo inizio del ritorno alla normalità, ma anche per capire la valutazione sull’organizzazione dei servizi locali messi a loro disposizione.

«Che città tranquilla – è il primo commento di Salvatore –, per una famiglia come la nostra che viene da Napoli, girare per Trieste è un sollievo. Abbiamo camminato per tre ore nel centro della vostra bellissima città che ci è tanto piaciuta e non ci sembrava vero. Sapevamo che avremmo avuto a disposizione questo breve lasso di tempo – aggiunge – e volevamo sfruttarlo al meglio, perché Trieste era una delle tappe che desideravamo vedere».

Daniele Trieste la conosce già: «Ma ci torno sempre volentieri – sottolinea – perché è una città molto bella con tante cose da scoprire a ogni visita». Gianluca ed Elisa sono di origine modenese e hanno le idee molto chiare: «Abbiamo notato una certa differenza fra il centro cittadino, molto ben curato e abbellito in ogni particolare – spiegano –, e la prima periferia, dove si nota subito la differenza. Sembra ci sia una sorta di confine. Siamo saliti fino al castello di San Giusto – raccontano – e obiettivamente, per essere questa una città che vanta una precisa vocazione turistica, pensavamo di trovare maggiore cura. Se San Giusto è il simbolo di Trieste dovrebbe essere diversa la situazione che si presenta agli occhi del turista». Positiva invece la loro valutazione per quanto concerne la cartellonistica e le indicazioni per agevolare chi arriva da fuori: «Obiettivamente non possiamo fare critiche a questo proposito – riprendono – perché abbiamo visto che orientarsi è facile».

Una nota curiosa è quella che aggiunge Gianluca: «Ero già venuto a Trieste un paio di volte ma per motivi di lavoro – ricorda – ed ero stato a mangiare vicino alla Risiera di San Sabba, ma non mi ero accorto che ci fosse questo monumento a pochi passi dal locale che avevo scelto».

Willy arriva dal Veneto e trova i servizi a terra «adeguati alle esigenze dei turisti. Questa – osserva – è una città che si presenta bene, ordinata, con un traffico non eccessivo, piacevole per chi deve girarla in poche ore. Mi piacerebbe tornarci quando c’è la bora – dice – di cui ho sentito sempre parlare».

A guardare le navi dalle Rive ci sono anche due anziani triestini, Imperia, che di anni ne vanta 92, e Giulio, che ne ha 86. E il loro è un giudizio tranchant: «Erano migliori le navi passeggeri di una volta – dicono – quando tutto era a misura d’uomo. Queste – concludono – sembrano caserme galleggianti». —

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