Un libro sui 40 anni di attività del nido per l’infanzia Aquilone

Elefantino ed Elefantessa: ecco il titolo del volume curato dalle operatrici. Il sindaco Vecchiet: «Un servizio di qualità e di eccellenza per il territorio»

RONCHI

Un libro per ripercorrere le tappe di 40 anni di attività. È quello che è appena stato ultimato e che sarà presentato nelle prossime settimane a Ronchi dei Legionari. Racconterà la storia di 40 anni di vita del nido per l’infanzia L’Aquilone.

Con la collaborazione del Consorzio culturale, l’assessorato comunale alla cultura ha realizzato un volumetto, curato dalle operatrici, dal titolo Elefantino e Elefantessa. Il nido di via Stagni è nato nel 1979 per la precisa volontà dell’allora municicipalità di dare una risposta alle esigenze delle madri lavoratrici, fornendo un servizio mirato all’educazione e crescita del bambino, improntato sulla professionalità degli operatori. Verso la fine degli’80, grazie anche alle mutate condizioni socio-economiche del territorio, arrivano i bimbi e pure le liste d’attesa. Nel 1995, al nido viene dato il nome di L’Aquilone. Nel 1997 i bambini iscritti salgono a 33 e nel 1999 il nido viene ulteriormente ristrutturato e migliorato. Lavori sono stati svolti anche negli anni passati. Sono presenti 7 educatrici, oltre al personale d’appoggio.

«È un servizio di qualità e di eccellenza – ha detto il sindaco, Livio Vecchiet – e ciò grazie al lavoro degli insegnanti che ringrazio e anche degli uffici comunali. Il Comune ha messo tante risorse perché ritiene che sia un servizio fondamentale per la crescita dei nostri piccoli cittadini: 300mila euro circa per l’adeguamento della struttura e fondi anche per l’abbellimento del giardino che si arricchisce ogni anno con qualcosa». Il nido per l’infanzia, nonostante abbia dovuto cessare l’attività prima del dovuto, non si è mai fermato. Le operatrici sono state attivissime a distanza e, poi, per la prima volta hanno animato un centro estivo che è stato gettonatissimo ed è venuto incontro alle esigenze delle famiglie. Già nel luglio scorso, poi, è scattata l’operazione di restituzione delle rette del nido, la cui attività era stata chiusa alla stregua di quanto avvenuto per tutte le scuole cittadine. —



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