Una gestione da 11 mila ingressi per il Museo del Risorgimento

Una lieta sorpresa. Nonostante le limitazioni logistiche (non c’è l’ascensore e le toilettes sono quelle che sono), nonostante l’apertura concentrata in alcune giornate della settimana (giovedì-venerdì-sabato-domenica dalle ore 10 alle 17), nonostante l’improba fatica a rinfrescare un allestimento piuttosto datato (persino nelle didascalie monolingui!), il “new deal” del Museo del Risorgimento, co-gestito da Lega Nazionale e Comune dalla fine di giugno 2018, ha ottenuto risultati interessanti, soprattutto considerando la scarsa attenzione per anni riservata a una delle pochissime strutture culturali triestine pensate e realizzate a esplicito scopo museale. Fu Umberto Nordio a progettarla a cavallo degli anni Venti e Trenta.
Lega Nazionale informa che i visitatori sono stati, fino al 31 luglio, circa 11 mila. Andrea Vezzà, che insieme a Diego Redivo svolge un ruolo “polifunzionale” di custodia-guida nel museo, rileva una sorprendente presenza di visitatori stranieri, provenienti soprattutto dai paesi germanofoni: rappresentano quasi la metà degli ingressi, mentre alla restante parte ha provveduto un pubblico nazionale, a prevalenza centro-settentrionale. Buona la media temporale di visita, nonostante gli stranieri - come già accennato - abbiano lamentato l’assenza di didascalie in inglese e in tedesco. Opuscoli, informazioni degli infopoint pubblici, itinerari consigliati consentono alla platea degli appassionati di storia di raggiungere il museo, la cui visibilità esterna in via XXIV Maggio non è affatto scontata.
La Lega Nazionale - sottolinea il presidente Paolo Sardos Albertini in una nota - opera anche alla Foiba di Basovizza, garantendo così gestione e promozione di due luoghi «topici» dell’identità nazionale nell’area giuliana. Al 31 luglio - ricorda il comunicato - i visitatori del Sacrario di Basovizza sono stati circa 99 mila, i due tezi dei quali studenti. —
Magr
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