Una mostra fotografica per non dimenticare l’Heysel

Bumbaca Gorizia 10.07.2020 Mostra ricordo Heisel © Foto Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 10.07.2020 Mostra ricordo Heisel © Foto Pierluigi Bumbaca

Marco Bisiach

«Io ho avuto l’avventura di raccontare cose che in cuor mio, se potessi, vorrei dimenticare per quanto sono state terribili. Ma invece è bene non farlo, per ricordare la tragedia ed evitare così che certe cose possano accadere ancora».

Sono parole sincere e per molti versi anche sofferte, uscendo direttamente dall’anima e dal cassetto di ricordi più dolorosi, quelle del giornalista Bruno Pizzul, che così ha rievocato la tragedia dell’Heysel. Lo ha fatto, trentacinque anni dopo quella serata di Bruxelles che doveva celebrare “solo” la finale di Coppa dei Campioni 1985 tra Juventus e Liverpool e invece è passata alla storia per la morte di 39 persone, partecipando all’inaugurazione della bella mostra fotografica “Perchè nessuno dimentichi”, realizzata da Nucleo 1985 in collaborazione con il comitato “Per non dimenticare Heysel”, e portata a Gorizia (per la prima volta in regione) dal circolo culturale “Heimat” nella sua sede di via 9 Agosto, 5.

Dove, peraltro, resterà visitabile fino al 31 luglio dal lunedì al sabato, dalle 15.30 alle 20.30, con ingresso libero. Un ricco, coinvolgente e drammatico approfondimento nel fatti di quella tragedia, attraverso decine e decine di immagini, ritagli di giornale e cimeli originali, tra cui la maglia di quella finale dello juventino Boniek, il programma della partita, cartoline e rarissimi adesivi. Bruno Pizzul, che la partita dell’Heysel la commentò in diretta, in quella che fu forse la serata più difficile della sua lunga inimitabile carriera, ha parlato delle responsabilità delle autorità belghe, affiancate e sommate a quelle degli hooligan inglesi, e ha svelato aneddoti come le lacrime e le scuse dei suoi colleghi d’oltremanica, sull’aereo che portava i giornalisti lontano da Bruxelles, o i momenti concitati, carichi di incertezze e poi dolore vissuti in cabina di commento per tutti coloro che stavano soffrendo. Ecco, la mostra del circolo “Heimat”, come ha sottolineato anche il sindaco Rodolfo Ziberna, intervenuto all’inaugurazione, vuol essere un omaggio al loro ricordo ma anche un impegno, «perché non siano morti invano e certe tragedie non si ripetano». —

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