Un’app per tracciare i bus in ritardo

Le buone idee contano, ma bisogna poi imparare a tradurle in realtà e, anche, a farle rendere, creandosi così una prospettiva di lavoro. È quanto ha imparato un gruppo di 26 tra ragazze e ragazzi del liceo Buonarroti, degli indirizzi scientifico, scienze applicate e linguistico, grazie al percorso di alternanza scuola-lavoro costruito con Area Science Park all'interno del Centro giovani Innovation young di viale San Marco. Ciascuna della due "squadre" in cui è stato diviso il gruppo ha quindi sviluppato a tutto tondo l'intuizione di partenza, legata all'utilizzo delle nuove tecnologie per rendere più facile la quotidianità. Proprio dalle proprie esperienze, anche di ogni giorno, gli studenti sono partiti. Come è stato illustrato ieri al sindaco Anna Cisint in municipio, un team ha quindi pensato a una app per smartphone, compatibile con tutti i sistemi operativi, in grado di dire se bus o pullman sono in ritardo, di quanto lo siano, quanti posti liberi hanno a bordo e di consentire di acquistare il biglietto on line (come accade del resto già per la sosta, anche a Monfalcone, da tre mesi a questa parte).
«Abbiamo pensato alla traduzione per rendere la app utilizzabile anche dai turisti - ha spiegato a nome della sua squadra Elena Meletti -, a contattare Apt per verificare l'interesse al prodotto e a coinvolgere gli esercizi commerciali e i locali vicini alle fermate per la pubblicizzazione di "Trackbus""». Questo il nome della app il cui sviluppo richiederebbe un investimento di 15 mila euro, mentre sarebbero 25 mila gli euro necessari per realizzare la app turistica "Tips&Trips", come illustrato da Andrea Mervic, a nome del suo team. L'applicazione è del resto pensata per costruire percorsi di visita personalizzati in base ai propri interessi, le proprie tasche e il tempo a disposizione, oltre che l'età. I contenuti andrebbero, quindi, costantemente aggiornati e ampliati per fornire un servizio apprezzabile dagli utilizzatori e che recepisca i consigli degli stessi. In entrambi i casi gli studenti, seguiti dalle docenti Elena Zinutti e Silvia Altran, si sono mossi a fronte di un'indagine di mercato effettuata tra pari età, parenti, amici, hanno creato brand e grafica, si sono occupati degli aspetti relativi alla commercializzazione e alla promozione, girando anche dei video. «In 40 ore abbiamo cercato di sviluppare un percorso completo su cosa significhi fare gli imprenditori - hanno spiegato Milena Bortolotto e Maurizio Caradonna di Area Science POark -, attraverso visite alle imprese di Area e all'incontro con giovani imprenditori e imprenditrici che hanno già lanciato le loro start up. Siamo rimasti molto sorpresi, in positivo, dai prodotti presentati alla fine dai ragazzi». Obiettivo principale, aprire una prospettiva alternativa al lavoro dipendente.
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