Un’esecuzione a bruciapelo in Colombia

Natalia Fernandez Gonzales, 28 anni, nata in Colombia e residente a Trieste dal 2001, fu uccisa il 22 agosto del 2009. A Sincelejo, nella cittadina del suo paese di origine. La giovane lavorava come cameriera nel ristorante Dadaumpa, all’ultimo piano del Centro commerciale “Le Torri d’Europa”. Un delitto consumatosi in quella lontana località colombiana, a circa cento chilometri da Cartagena.
La giovane era rientrata nella località natale per una breve vacanza, per incontrare i parenti e per presentare a loro la figlia minore. Con lei c’erano il marito Leonidas Betancourth e la sorella Marina, ex moglie di Giorgio Sabbadin, dalla quale l’uomo si era separato nel 2008.
L’omicidio avvenne a brevissima distanza dall’abitazione della suocera. Davanti alla porta della villetta protetta da un porticato, un killer in attesa a bordo di una moto, le si avvicinò e le puntò alla nuca una pistola calibro 38 a canna lunga, sparandogli a bruciapelo. Leonidas accorse assieme alla suocera e la soccorse.
La giovane fu trasportata da un’ambulanza in un ospedale universitario, a soli 150 metri di distanza. Non ci fu nulla da fare.
Il drammatico evento rimbalzò a Trieste una settimana dopo. Le uniche informazioni verificate sul campo allora erano quelle fornite successivamente dai cronisti dei quotidiani colombiani “El Meridiano de Sucre” e “El Universale”.
Per entrambi i giornali si era trattato dell’opera di un sicario, pagato da qualcuno. Secondo le ipotesi della polizia del luogo, il delitto veniva inquadrato nell’ambito di una reazione a uno sgarro. E già allora era stata anche avanzata l’ipotesi di uno scambio di persona da parte del killer. Sulla terribile e complessa vicenda emersero comunque altre ipotesi. Quella di un delitto a scopo di rapina, ma anche che l’uccisione fosse nata da un errore di persona collegato a una vendetta nell’ambito di denaro prestato a strozzo. Leonidas Betancourth, quando all’epoca rientrò in Italia, fu arrestato e accusato di aver assoldato un killer. Secondo gli inquirenti, Natalia Betancourth era stata uccisa per sbaglio, poichè il killer l’aveva scambiata per Marina. E sarebbe stata Marina a mettersi in contatto con gli inquirenti consegnando la registrazione di un colloquio avuto tra Leonidas e Giorgio Sabbadin. Registrazione che mise nei guai entrambi. Entrambi a processo e per i quali scaturì l’assoluzione.
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