Venezia ha sbloccato gli escavi grazie all’Autorità portuale
È calato il silenzio sull’escavo del porto di Monfalcone, sono mesi che nemmeno si accenna alla questione, trapelano solo voci su problemi, ostacoli, inghippi con dietro la spada di Damocle della Procura della repubblica di Gorizia che ha indagato in lungo, in largo e pure in profondità in tutto il porto come confermano alcuni blitz di pochi mesi fa. Un tale silenzio che fa supporre che, a meno di (auspicate) smentite, qualsiasi progetto è fermo.
Resta una sola speranza, l’ultima, ed è riposta nell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale e nelle capacità del presidente Zeno D’Agostino e del segretario Mario Sommariva. La speranza è che, l’Authorithy, che è un’emanazione dello Stato e che gestisce il porto di proprietà del demanio, riesca molto più facilmente a dialogare con i ministeri ma anche con lo stesso Provveditorato opere marittime che di norma si occupa delle opere sulle coste demaniali.
Ed è più che un auspicio come dimostra quanto sta accadendo al porto di Venezia dove, è notizia giunta le scorse settimane, partono i dragaggi e ha suscitato molto clamore perché c’è il via ai lavori dopo «anni di polemiche e di forzato immobilismo». La scorsa settimana sono anche partiti gli escavi del fondale all’ingresso del porto petrolifero di San Leonardo e in questa settimana sono iniziati i dragaggi del canale dei Petroli che congiunge Malamocco con le banchine commerciali di Marghera. Stesso intervento sarà fatto anche per ripristinare l’accesso nautico ai canali portuali di Chioggia.
Come è stato possibile questo sblocco di una situazione ferma da anni come Monfalcone (ferma da decenni)? Grazie a un accordo firmato settimane fa dalla Port Authority guidata attualmente dal commissario straordinario (ed ex presidente) Pino Musolino, con il Provveditorato Opere pubbliche che, in attesa del protocollo di trattamento dei fanghi, in attesa del via libera definitivo del ministero dell’Ambiente, permetterà di portare i fanghi scavati all’isola delle Tresse in base alla normativa vigente.
A Venezia hanno l’isola delle Tresse, Monfalcone ha una vasta area della cassa di colmata realizzata proprio per ospitare questi fanghi. Come mai non è stato possibile avviare alcun progetto?
A Venezia stanno partendo molti dragaggi, oltre al primo tratto del canale di Malamocco – Marghera e al porto di Chioggia (si pensa di portare la profondità a d almeno 7 metri) ci sono quelli al canale Sud, imminenti poi quelli sul canale Vittorio Emanuele e altri ancora. Monfalcone dunque ha ancora una chance per sperare di realizzare il dragaggio del canale di accesso al porto: quella che gli escavi li prenda in mano l’Autorità di sistema. –
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