Ventidue anni nella “casta” da funambolo
Sindaco comunista di Muggia, Willer Bordon è entrato per la prima volta nella “casta” nel 1987, eletto deputato per il Pci e poi iscritto, con vari maldipancia dei “compagni” anche ai radicali. Ventidue anni ai vertici, sottosegretario ai Beni culturali durante il governo Prodi I, ministro dei Lavori Pubblici con il D’Alema II e ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio con il secondo governo Amato.
Durante il percorso, una vera e propria passione per la “sperimentazione”. Nel 1993, insieme a Ferdinando Adornato, esce dal Pds e aderisce ad Alleanza Democratica di Mario Segni, scelta che non rinnega neppure quando il “laboratorio” comincia ad evaporare (con Ad viene eletto a Suzzara, unico a sinistra contro gli oltre cento del Polo). Ne rimane a capo e lo traghetta nel 1996 in Unione Democratica. Nel 1998 si lascia tentare dall’avventura dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, di cui partecipa alla fondazione, e nel 1999 dai Democratici. Insieme a loro confluisce nella Margherita, nel 2001 viene eletto al Senato dove è capogruppo per la XIV legislatura, quindi rieletto nel 2006.
Ma la Margherita non è l’ultimo approdo. Nel settembre 2007 la lascia e fonda Unione Democratica, in polemica con le somme matematiche del Partito Democratico. Due mesi dopo avvia una collaborazione con i Liberal Democratici di Lamberto Dini e altri transfughi dalla Margherita.
Il 25 novembre 2007 firma anche lui un contratto con gli italiani, a Crozza Italia su La7, e promette che si dimetterà da senatore il 16 gennaio 2008. Il perchè lo racconterà in un libro, “Perchè sono uscito dalla casta”, pubblicato un anno dopo.
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