Vesnaver (Fipe): «La città rischia di farsi scappare anche i turisti»

Per stare in tema di anniversari vicini, che pure si spera attirino in regione un bel po’ di turisti, la Pasqua 2013 nei ristoranti è stata una Caporetto, tanto da gettare quasi nello scoramento Bruno Vesnaver, responsabile provinciale della Fipe che lancia addirittura un grido d’allarme sul turismo in città. «Trenta per cento in meno, un crollo in parte inatteso perché pure Trieste sembrava in controtendenza con arrivi e soggiorni in crescita, ma la città non è stata capace di adeguarsi - l’accusa forte di Vesnaver - non sembra in grado di favorire un trend che già rischia di scemare, non si è accorta che mentre l’industria sta morendo con un processo probabilmente inarrestabile, gran parte del futuro economico della città dovrebbe stare nel turismo».
Per quanto riguarda gli esercizi pubblici, il 2012 si è chiuso con saldo di meno quaranta nella differenza tra nuove aperture e chiusure. «E se non si fa immediatamente qualcosa - ammonisce Vesnaver - il 2013 sarà una falcidie, gli affitti soprattutto da parte dei grossi gruppi assicurativi e bancari (i casi degli Specchi e del San Marco sono significativi) sono assurdi, i costi compreso quello del lavoro sono ormai insostenibili, le tasse continuano a crescere ed è arrivata anche quella sui licenziamenti. Noi esercenti stessi abbiamo bisogno di reinventarci, di creare un nuovo tipo di offerta, ma sul fronte del turismo è la politica che deve svoltare e rendere la città più attrattiva per quanto concerne l’offerta turistica». Se si esclude il fascino quasi immortale del castello di Miramare, un grande attrattore come avrebbe forse potuto essere il Parco del mare, non è nemmeno prossimo a venir realizzato. «Se togliamo anche le poche attrattive esistenti, allora ci freghiamo da soli - incalza Vesnaver - è il caso ad esempio del tram di Opicina, potrebbe sembrare poca cosa, eppure contribuiva all’offerta cittadina. I turisti vorrebbe poi una città più illuminata nella quale sia più semplice o rapido trovare un parcheggio perché, sembrerà impossibile, ma il venerdì e il sabato non si riesce nemmeno a parcheggiare sulle rive. Servono più servizi, più momenti di allegria, più luci, più spettacoli teatrali e no e maggiormente pubblicizzati, più organizzazione nella promozione. Dobbiamo cambiare mentalità tutti, e non rifugiarci sempre nell’alibi che non ci sono soldi». (s.m.)
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