Via Raffineria si rilancia con l’arte

In controtendenza con la crisi che ha colpito anche il mondo dell’arte, a Trieste, città colta e sensibile, si è aperto ieri, in un importante palazzo Liberty in via Raffineria 4/c, davanti a un folto pubblico, un nuovo spazio espositivo, l’Atelier dell’arte, presentato da Marianna Accerboni: 480 metri quadrati che nobilitano una strada fino a pochi anni fa costellata da attività artigianali triestine, poi trasformatesi spesso in bar.
Il coraggio dell’impresa è di Maria Rita Angelini, romana, a Trieste da decenni, pittrice e figlia d’arte, poiché la madre Elena De Simone era un architetto-artista che fin da giovanissima l’aveva iniziata alle discipline artistiche. Tant’è che l’iniziativa, sostenuta e gestita dall’omonima associazione, che ha come fine quello di promuovere e diffondere la cultura dell’arte, si apre con una rassegna intitolata “Tra la realtà e il sogno”, visitabile fino al 14 aprile: in mostra opere dell’Angelini stessa, che, dopo un periodo ispirato allo spazialismo, propone ora dipinti di taglio figurativo, tra i quali alcuni ritratti di notevole sensibilità, di cui uno ispirato anche alla nobile attività di donare il sorriso ai bimbi ammalati. Opere testimoni del suo entusiasmo per la pittura a olio, svolta con un occhio attento alla tradizione ma anche alla Pop art e alla pittura digitale. Accanto al suo vivace cromatismo, sono presentati dei lavori dell’arte visionaria, fantastica e onirica di Riccardo Raimondi, artista triestino di qualità che ritorna alla ribalta dopo molti anni di silenzio e un’intensa e qualificata attività giovanile internazionale. Espongono anche Fabrizio Brescia, Tiziana Ferrari, Ingrid Kuris, Linda Minossa e Ambra Sibilio.
Riproduzione riservata © Il Piccolo








