Violentano una 16enne e la filmano con i telefonini
I due giovanissimi goriziani rinchiusi in una comunità. La vittima è una ragazza residente nel Monfalconese

L'ospedale di Monfalcone dove si era rivolta la ragazza
Usano violenza a una ragazza di 16 anni e riprendono tutto con i telefonini cellulari: filmati che poi mostreranno agli amici di scuola per vantarsi dell’«impresa» realizzata. Per due ragazzi goriziani di 15 anni è scattata la custodia cautelare sotto l’accusa di violenza sessuale di gruppo e divulgazione di materiale pedo-pornografico. Ora i due sono stati accolti in comunità terapeutiche con sede fuori regione.
Le custodie cautelari sono state eseguite mercoledì scorso da parte del personale della Polizia di Stato al termine di indagini coordinate dalla procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Trieste. I due ragazzi dovranno rimanere nelle comunità terapeutiche per un periodo di tre mesi: oggi pomeriggio, a Trieste, sono in programma gli interrogatori davanti al Giudice per le indagini preliminari. Il fatto del quale i ragazzi sono accusati risale a quattro mesi fa. Il 14 gennaio una ragazza di 16 anni residente in un paese del Mandamento di Monfalcone si presenta al pronto soccorso dell’Ospedale di Monfalcone dove chiede la somministrazione di un anticoncezionale, la cosiddetta pillola del giorno dopo. Il medico di turno, dato che la giovane è minorenne, chiede che sia presente un parente maggiorenne, di fronte al quale la giovane racconta di aver subito una violenza, la sera prima, da parte di due ragazzi. È a questo punto che il medico di turno richiede anche l’intervento degli agenti del Commissariato di Polizia di Monfalcone che, in collaborazione con i colleghi della Squadra mobile di Gorizia, ricostruiscono i fatti della sera precedente. La Polizia scopre dunque che il 13 gennaio la ragazza incontra in un bar di Gorizia un ragazzo che conosce di vista (del quale infatti ricorda solo il nome di battesimo), un quindicenne che la invita a trascorrere insieme la serata.
Dopo un po’, i due vengono raggiunti da un altro ragazzo, anch’egli goriziano, anch’egli quindicenne: tutti insieme, i tre decidono a quel punto di trascorrere la serata a casa di uno di loro, approfittando dell’assenza dei genitori. Quella che inizialmente - come riferiscono gli inquirenti - è solo una simpatia tra la ragazza e uno dei due giovani degenera ben presto in un vero e proprio rapporto sessuale di gruppo, una violenza contro la quale la ragazza inutilmente cerca di opporre resistenza. Non solo: la ragazza si accorge anche che i due ragazzi si «divertono» a riprendere quanto accade con i propri telefonini cellulari. Una sorta di trofeo che verrà «esibito» nei giorni successivi agli amici a scuola. In seguito allo sfogo raccolto dalla Polizia di Monfalcone, scattano le indagini, indagini rese particolarmente difficili dal fatto che gli inquirenti conoscono soltanto il nome di battesimo di uno dei due ragazzi e che la ragazza non ricorda bene dove si trova la casa nella quale era stata accompagnata. Vengono quindi ascoltati numerosi giovani e, nonostante i pochi elementi a disposizione, alla fine gli agenti del Commissariato monfalconese e della Mobile goriziana riescono pazientemente, giorno dopo giorno, a ricostruire il puzzle completo.
Trovano anche la conferma del fatto che la violenza era stata ripresa con i telefonini. Filmati dei quali - spiegano ora gli investigatori - sono state trovate parti, comunque giudicate «significative» al di là della qualità relativa delle riprese. Filmati che - è stato accertato - erano stati mostrati con un qual certo orgoglio agli amici a scuola. Appunto: una sorta di trofeo da esibire. E così dopo settimane e settimane di indagini gli agenti - coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Trieste - sono riusciti a produrre un dossier sulla base del quale l’Autorità giudiziaria ha deciso di emettere due ordinanze di custodia cautelare della durata di tre mesi a carico dei due quindicenni goriziani. E mercoledì scorso il personale della Squadra mobile di Gorizia e del Commissariato di Monfalcone ha eseguito le custodie cautelari, accompagnando i ragazzi in due strutture d’accoglienza per minori distinte, situate fuori regione.
Argomenti:abusi sessuali
Riproduzione riservata © Il Piccolo
Leggi anche
Video








