Violino si ribella alla terza corsia A4 «È un grave errore»

di Marco Ballico
TRIESTE
«La terza corsia è un’opera al momento azzardata per il Friuli Venezia Giulia. Perché dobbiamo anche pagarcela?» Claudio Violino, nel giorno in cui stappa la bottiglia di Friulano più grande del mondo, quella da ben 480 litri, canta fuori dal coro e contesta il totem. L’investimento sulla A4, insiste l’assessore della Lega Nord, «rischia di farci perdere le elezioni e, quel che è peggio, di mettere in ginocchio la regione per decenni».
Questione di utilizzo delle risorse: «Siamo al paradosso che un investimento da 2,3 miliardi senza sapere quale ritorno avrà sul territorio sia diventato un feticcio». Violino ha denunciato l’assenza di un modello di sviluppo economico per il Fvg. «Inascoltato». «Ho posto ripetutamente il nodo della terza corsia in giunta. Mi dicono sempre “faremo”».
Violino, che succede?
La questione delle infrastrutture sta diventando pesantissima. Dal punto di vista politico e di prospettiva per il Fvg.
La Lega ha recentemente ottenuto un vertice di maggioranza sul tema. Non è bastato?
Sono assessore all’Agricoltura, non ero presente. Ho però chiesto una giunta “speciale” in materia: nessuna risposta. Da sei mesi sollevo il caso. Capisco che la terza corsia sia stata la partita madre di inizio legislatura. Ma dal 2008 a oggi è cambiato il mondo.
Che cosa dice ai colleghi?
Faccio notare che, davanti a una crisi economica così grave, insistere nel voler spendere 2,3 miliardi della Regione per un’opera che non dà ricadute immediate al territorio è un errore. Un errore grave. Che si ripercuoterà su di noi al governo e sulla comunità.
Insomma, a chi giova?
È quello che ho chiesto.
Ma allora la terza corsia non si deve fare?
Non dico questo. Si farà perché è un’opera che serve. Ma non la deve fare la Regione adesso. E soprattutto non la deve fare da sola. La terza corsia giova all’Italia. E dunque serve una compartecipazione.
Tondo, ultimamente, l’ha ammesso.
Contano i fatti. E sui fatti siamo in clamoroso ritardo. E’ dalla primavera scorsa che incalzo in giunta. Mi rispondono “faremo”.
Ha ragione Moretton dunque?
Condivido i suoi ragionamenti. Di certo io ho alzato la mano tante volte. Ho detto che investire una cifra che vale il bilancio annuale della sanità in un’azione improduttiva per la regione è quanto meno discutibile. Nessuno mi ascolta. La terza corsia sembra diventato un feticcio da venerare.
Cosa farebbe con i 2,3 miliardi?
Investiamoli per lo sviluppo reale. Diamone per esempio una parte alle attività produttive. E all’agricoltura.
Diranno che alza la voce per scongiurare altri tagli al suo settore in Finanziaria.
Sarebbe già un buon motivo. Le cose vanno in linea: più strade meno campi. C’è anche uno spazio fisico di cui discutere la destinazione.
E’ un modo per difendersi dalle critiche ricorrenti delle categorie? Non ha fatto abbastanza a causa della carenza di risorse?
L’agricoltura è stata dimenticata da anni, paghiamo lo scotto di un settore residuale. Mentre l’Ue ha fatto una politica molto chiara, in regione siamo fermi agli anni Settanta.
E lei cosa ha fatto?
Ho intanto impostato una politica agricola. I numeri sono piccoli, non dobbiamo omologarci, saremmo spazzati via. Il “no” al mais Ogm è il “no” a una coltura uguale in tutto il mondo. Se l’agricoltura Fvg vuole resistere ed esistere ancora deve diventare di qualità, deve essere griffata. Come nella moda si esalta il made in Italy, per l’agricoltura bisogna fare lo stesso. Esaltare il made in Friuli usando la “griffe” del “tipicamente friulano”.
In tutto questo che ruolo ha il territorio giuliano?
E’ una nicchia potentissima.
Torniamo alla terza corsia. Lei pone un problema di adeguatezza del presidente e dell’assessore competente?
Pongo il problema che stiamo per indebitare la Regione per i prossimi 40-50 anni. Perdendo anche i soldi di fine anno di Autovie Venete che consentivano di tappare più di un buco. Tondo e Riccardi non sono inadeguati. Ma sarebbero intelligenti a prendere atto che le priorità oggi sono diverse e a cambiare idea. Il deficit infrastrutturale lo paghi lo Stato. Come accade per la Salerno-Reggio Calabria.
Il feticcio di cui parlava è targato Riccardi?
L’assessore alle infrastrutture lo interpreta. Lo fa in maniera lucida e capace. E’ un ottimo tecnico con forti legami politici. E questo gli consente di muoversi da protagonista assoluto.
La Lega si è molto lamentata per come si è arrivati al nuovo organigramma di Autovie. Che ne pensa?
E’ certo che sulle infrastrutture la Lega è in deficit di presenze. Mi limito a ricordare che, quando Tondo ha lasciato la carica, Riccardi è diventato commissario. Ma di vice non si parla.
Forse perché potrebbe essere un posto della Lega?
Mi faccio la stessa domanda.
Il suo monito arriva fuori tempo massimo?
E’ possibile. Ma, se nessuno ora ascolta, rischiamo grosso.
La terza corsia, anziché la madre, la morte della legislatura?
Non solo. La fine della capacità di autonomia della nostra regione.
Perderete, per questo, le elezioni nel 2013?
Tondo ha scommesso tutto su quel versante. Purtroppo. Deve convincere al più presto Roma a guardare al Fvg come fa con la Sicilia.
Si sostiene che lei è libero di parlare perché non ha scheletri nell’armadio.
I miei armadi si possono sempre aprire.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








